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ORVEA: i lavoratori in lotta contro la disdetta del contratto

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Pensione e Articolo 18: dove va la Cgil

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La Valsusa resiste per tutti noi

In Valsusa continua la lotta dei cittadini contro gli espropri dei terreni agricoli che servono per ospitare i cantieri per la costruzione del TAV Torino-Lione. More »

Disoccupazione, spending review e la guerra

L’Istat conferma il peggioramento del trend occupazionale che nel mese di marzo registra un forte peggioramento dei dati sull’occupazione: la disoccupazione sfiora la soglia del 10% ....... More »

 
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Un grazie a Lusi e al Trota

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione di Sandro sulla corruzione dei partiti.
La Redazione.

Articolo 49 della Costituzione Italiana: ruolo dei partiti

Ma i partiti si sono meritati questo importante ruolo assegnato loro dalla Costituzione Italiana: quello cioè di concorrere democraticamente nel determinare la politica nazionale?
Parto dalla Costituzione per ribadire con forza l’insostituibilità dei partiti nella vita politica e sociale della nostra Comunità a tutti i livelli: da quello locale a quello nazionale. Sottolineo questo concetto di riferimento alla Costituzione per non essere tacciato, come spesso succede per coloro che rivendicano il rinnovamento dei partiti, di essere tacciato di svolgere un’azione di “antipolitica”.
Ma altrettanto fermamente ritengo che la “questione morale” sia oggi diventata uno dei principali problemi del nostro Paese: mai come in questo momento si registra un distacco cosi grande dei cittadini dalla politica, mai come adesso i partiti registrano un così basso grado di credibilità.
Penso inoltre che la grave crisi economica che ci investe non possa essere affrontata seriamente se da parte delle istituzioni e dei partiti non emerge un segnale vero di cambiamento, una vera e propria “rivoluzione culturale” in grado di ripristinare quell’indispensabile rapporto di trasparenza oltre che d’intesa e di fiducia con i cittadini: i partiti dovrebbero essere d’esempio, perché non si possono pretendere sacrifici, se chi li impone, non ha per primo le “mani pulite”.
Prendiamo ad esempio la questione del finanziamento pubblico dei partiti: dopo il referendum che lo ha abrogato, è stata approvata una legge che rimborsa ancor più di prima le spese elettorali.
Personalmente, come credo la stragrande maggioranza dei cittadini, non ero al corrente che questa legge riempisse in tale misura i forzieri dei partiti, perfino di quelli che non esistono più da anni, come la Margherita di Dellai e Rutelli, ed i soldi dello stato sono talmente tanti che partiti come la Lega li investono addirittura in Tanzania o in diamanti e lingotti d’oro.
Grazie quindi al caso Lusi, per aver scoperchiato la pentola e resa pubblica una situazione che ha dell’incredibile. Ma in questo contesto non mi interessa denunciare l’aspetto penale della questione, sarà la magistratura a svolgere il suo lavoro.
Il problema vero è politico e sta nel fatto che il travaso di soldi pubblici dalle casse dello stato ai partiti, è tale da non trovare riscontro in nessun altro Paese europeo e la quantità enorme di denaro pubblico versato ai partiti è una vera offesa nei confronti della maggioranza dei cittadini costretti ad arrancare quotidianamente per far quadrare i propri bilanci familiari.
Il fatto è che vigeva una sorta di “omertà”: tutti tacevano e, mentre le casse dei partiti si riempivano di soldi pubblici, si svuotavano le tasche dei cittadini. Ed è in questo senso che vi è una responsabilità politica generale di tutti i partiti, anche di quelli che hanno il bilancio certificato. Grazie ancora a Lusi e al “Trota” per averci fatto aprire gli occhi.
Sandro Giordani
Villa Lagarina

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