Sanifonds: veicolo verso la sanita’ privata

sanità1Sanifonds: una poltrona per privatizzare la sanità Trentina.

Fra le tante cose negative contenute nell’accordo provinciale del “progettone” del 18 maggio scorso è inserito anche l’adesione obbligatoria al sanifonds, salvo disdetta scritta da parte del lavoratore .
Un accordo che mentre riduce il salario dei lavoratori regala soldi a sanifonds, fonte di nuove poltrone per sindacalisti e padroni.
Questo fondo, che viene spacciato ai lavoratori come una loro maggior tutela, in realtà è un ulteriore passo nel processo di privatizzazione della sanità dove viene falsificato anche lo stesso concetto di prevenzione in ambito sanitario.
Infatti, prevenzione significa, non più esami e screening diagnostici, ma intervenire per rimuovere le cause che provocano le malattie dovute, per esempio, all’esposizione a inquinamento ambientale o in ambiente lavorativo.
I fondi oltre ad essere veicoli di disgregazione sociale, cambiano le fondamenta del nostro sistema sanitario creando nuove iniquità, reintroducendo, come le vecchie mutue, differenti modalità assistenziali basate sul censo, sull’occupazione, sul ruolo sociale e professionale del paziente e non esclusivamente sulle sue necessità di cura.
Ma allora a che giovano questi fondi?
Senza ombra di dubbio questi fondi servono alle imprese perché, per loro, sono una nuova fonte di profitto mentre. Non certo ai lavoratori che dovranno versare nei fondi quote sempre maggiori del loro misero salario per soddisfare la sete di profitto dei nuovi padroni del welfare.
Noi, come sempre amiamo fare domande e quindi ci chiediamo come mai se sanifonds è il toccasana per la sanità, è gratuito, ecc., la sua iscrizione è obbligatoria salvo disdetta?
Perché usate il meccanismo del “silenzio assenso” e quindi sono iscritti d’ufficio salvo delega negativa da inviare entro una certa data?
Perché una volta iscritto il lavoratore deve rimanerci iscritto per almeno per 3 anni?
I firmatari dell’accordo provinciale sanno benissimo, anche se lo negano, che l’adesione obbligatoria al fondo serve per aumentare le risorse per mantenere 24 poltrone equamente distribuite fra Cgiol Cisl, Uile le organizzazioni padronali e della cooperazione.
E’ una vera vergogna che qualcuno ancora insista (vedi assemblee progettone) glorificarne i meriti di un fondo che serve più ai fondatori che3 non ai lavoratori.
Per questo invitiamo tutti/e lavoratori/trici a NON ADERIRE al fondo sanitario integrativo Sanifonds inviando alla cooperativa di appartenenza il modulo allegato con il quale si richiede anche che la quota stanziata per i dipendenti che non aderiscono al fondo sia versata in busta paga per il semplice fatto che sono soldi dei lavoratori e delle lavoratrici.
Per questo invitiamo lavoratori e lavoratrici a sottoscrive la dichiarazione di NON ADESIONE A SANIFONDS per continuare la lotta per una sanità, pubblica, universale, efficiente e gratuita.
La salute è un bene troppo prezioso per subordinarla al profitto.

Ezio Casagranda
USB Trentino

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