Cgil Cisl e Uil, una sottocasta provinciale?

vitalizi1Le tre organizzazioni confederali, pressati dalla protesta popolare, per giustificare la loro inerzia davanti allo scandalo vitalizi hanno dichiarato “Noi non sapevamo dei privilegi e l’ex presidente Thaler non ci aveva informati dei vitalizi d’oro”.
Dichiarazioni che lasciano basiti e fanno sorgere alcune domande:
1) Ma come, fino a ieri hanno sostento che il sistema di concertazione in Trentino era un esempio per l’intero paese e oggi scoprono che gli hanno nascosto vitalizi per oltre 63 milioni? Ma chi vogliono prendere in giro?!
2) E’ sbagliato sostenere che la loro subalternità ai vari partiti e al governo non gli sia permesso di avanzare alcuna proposta di merito su vitalizi e privilegi dei consiglieri? Perchè, a differenza di Bolzano, non hanno chiamato i loro associati alla protesta?
3) Sbaglia chi sostiene che la loro “irritazione è talmente forte” che si sono limitati a chiedere al capigruppo di fare in fretta senza nessuna proposta ne di merito ne sui tempi? E che sui vitalizi hanno sposato la tesi attendista della giunta?
Ma non solo è bene ricordare a tutti che queste tre organizzazioni che ora si “scandalizzano” per la protesta di martedì scorso sono corresponsabili delle scelte della giunta provinciale. Infatti:
la riforma ITEA (che prevede gli aumenti del canone) è stata approvata con il loro convinto consenso e che quanti si sono opposti alla privatizzazione dell’Itea sono stati redarguiti dal direttivo della Cgil. Non solo nessuna protesta si è levata da parte loro per i mancati impegni sul versante dei “famosi” 9.000 alloggi che sono sostanzialmente rimasti sulla carta;
che il loro comportamento di passiva accettazione delle scelte delle imprese ha permesso che aziende, lautamente finanziate dalla provincia, licenzino i lavoratori per sostituirli con lavoratori rumeni (Arcese) o per salvare le casse rurali (vedi Martinelli);
Hanno accettato, senza lottare, che la Whirlpool – che dichiara oltre un miliardo (1.000.000.000,00) di utile nello – spostasse la produzione a Varese lasciando circa 800 lavoratori (compreso l’indotto) senza una prospettiva credibile accontentandosi di qualche milione a carico dell’azienda. Questa fretta di chiudere la partita era forse dovuta all’imminenza delle primarie del PD?;
Hanno accettato senza batter ciglio un taglio draconiano dei finanziamenti del progettone accettando di modificare i criteri e di elevare l’età ed i criteri di accesso creando di fatto nuovi esodati? E si potrebbe continuare in quanto hanno sempre avvallato le politiche della giunta provinciale a partire dalla legge sui vitalizi del settembre 2012, all’ITEA, all’inceneritore, al TAV, alla privatizzazione dell’acqua fino a concordare gli aumenti delle tariffe pubbliche.
Infine, ma non per importanza, sorprende la loro faccia di bronzo quando sostengono che “noi da sempre contro i privilegi”. Forse si sono dimenticati che il loro comportamento – tenuto in occasione del referendum contro i privilegi dei consiglieri, promosso dal CO.RE del Trentino Alto Adige – dimostra il contrario. Non solo non si sono attivati per la raccolta firme ma hanno fatto spallucce davanti al ricorso al TAR da parte della provincia. Un ricorso finalizzato (come pii avvenuto) ad annullare il pronunciamento popolare (a proposito di democrazia??).
Più che fare la morale dovrebbero vergognarsi per la loro piaggeria nei confronti del potere.

SBM e USB Trentino

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