Sinistra: Le responsabilita’ di SEL

L’atteggiamento tenuto da SEL nell’incontro del 4 settembre – che doveva rappresentare l’ ultimo tentativo di costituire un’unica coalizione di sinistra – e confermato il giorno dopo nell’intervista del Tg regionale ad Emilio Arisi, ci lascia interdetti sia per l’arroganza contenuta nell’affermazione di rappresentare la sola sinistra in Trentino sia per l’ipocrisia con cui dopo aver fatto “saltare il tavolo” si invita Rifondazione a collaborare (in che senso e in che termini?) a patto che “rinunci a falce e martello e guardi al futuro”.
Sappiamo bene che “rende” – almeno a breve termine – adeguarsi alle idee che vanno per la maggiore, come quella per cui il comunismo rappresenta il passato, la conservazione (e se per conservatore si intende chi vuole mantenere diritti e tutele delle persone, dignità al lavoro, salvaguardare ambienti, patrimonio artistico e architettonico ….ebbene, conservatori noi lo siamo e con fierezza! Forse SEL è troppo moderna per questo?!) ma ci piacerebbe sapere in che cosa guarda al passato il programma su cui avremmo voluto (ma non si è fatto!) confrontarci con SEL e altre interessanti neoformazioni, come “Qualcosa di nuovo”.
Scriviamo questo con l’amarezza di chi ha tentato tutto per realizzare l’unica cosa saggia che si potesse fare, una coalizione di sinistra con un proprio nome e simbolo, basata su punti di programma condivisi, che portasse – in modo onesto e leale – i nomi delle liste che la componevano, senza prevaricazioni e pretese egemoniche da parte di nessuna.

Abbiamo ancora adesso la convinzione che l’ideale sarebbe stato anche proporre un* candidat* che non fosse esponente di nessuna delle liste componenti la coalizione stessa ma non abbiamo alzato muri quando la candidatura di Emilio Arisi è stata posta come “conditio sine qua non”, precedente a qualunque confronto sui programmi.Pretendere però che un partito che non ha nulla di cui vergognarsi cancelli il proprio nome (e solo il suo!
Non tutti paritariamente) e porre questo come condizione per costituzione di una coalizione di più forze ci sembra, oltre che una prepotenza e un atto di arroganza politica, una pericolosa tendenza a lisciare il pelo al senso comune che spesso però è frutto di superficialità e di approssimazione, anziché impegnarsi per elevare il livello del confronto politico.
Gli amici di “Qualcosa di nuovo”, promotori dell’incontro, ci accusano di formalismo ma sbagliano e questo ci dispiace: c’è differenza tra l’essere disponibili a “venirsi incontro” e l’accettare condizioni inique che darebbero un segnale profondamente negativo a tutti i cittadini.
Piuttosto, una frase di Arisi su L’Adige di sabato 7, alimenta un non poi tanto malizioso sospetto: che SEL avesse già deciso in partenza che accordo non ci sarebbe stato per lasciarsi mano libera nei confronti di un eventuale futuro governo di centrosinistra che continuerebbe le politiche dellaiane.
Grazia Francescatti, Giuliano Pantano, Andrea Rigotti, Patrizia Rigotti, Franco Tessadri,(tra i promotori dell’appello per l’unità della sinistra)

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10 commenti

  • roberto alberton

    pur non avendo partecipato a queste ultime vicende per problemi di salute sono abbastanza contrariato per come si è svolto il confronto tra le formazioni di sinistra in Trentino.
    Già mi sono qui espresso su quanto avevamo discusso all’assemblea di SEL : in quell’occasione al voto non unanime contrario alla partecipazione di Rifondazione io avevo aggiunto una proposta che non è passata ,quella di un confronto aperto tra gli iscritti di Rifondazione e quelli di SEL per parlare per dare il senso di tutto un popolo di sinistra che si interroga sulle contraddizioni di ognuno al di là delle sigle di partito. Non è passata ed ora le lacerazioni sono uscite tra i compagni e sui media. Io non banalizzerei la questione del simbolo : Rifondazione e SEL già da tempo hanno scelto strade diverse politicamente,non ci trovo nulla di strano che vogliano mantenere la loro identità ; oltretutto come ho già detto l’unità si costruisce con le iniziative comuni tra la gente e passo dopo passo si verificano le posizioni politiche,si crea l’affiatamento tra i militanti e la gente ci identifica come quelli “davanti alla fabbrica in crisi”, “quelli contro la cementificazione” etc. e così i simboli passano in secondo piano. Ho spesso sollecitato SEL a partecipare ad iniziative promosse da Rifondazione es.visita Fornero affinchè ci fosse un travaso di un pò di movimentismo in SEL e di moderatismo in Rifondazione ; non ne ho avuto la forza e neppure la statura politica.
    Credo che siano da evitare da parte di SEL affermazioni sui giornali che mirano a distanziarci da Rifondazione “forza velleitaria”, come pure la legittima aspirazione a riunificare la sinistra non può essere detta con arroganza o sufficienza proprio perchè la soluzione non ce la ha in tasca nessuno,saranno gli eventi e la storia ha dire chi si è avvicinato di più alla verità,alla cosa giusta.
    Credo che fare da stampella a Rossi sarebbe per SEL ingannare tutto il dibattito interno che c’è stato,diverso è come stato detto in fase di elaborazione del programma che saremo con le forze che condivideranno i punti e gli ideali del nostro programma. Ma sono esercizi verbali e non credo che SEL si venda per le briciole che gli lascerebbe raccattare il centrosinistra,io comunque sarei da un’altra parte.
    Per quanto al comunismo non è ne il passato ne la conservazione, è il futuro che renderà più giusta questa terra ma che,soggetto alle fasi storiche,ha subito uno stacco culturale di decenni ed i suoi ideali per ora vanno forse presentati in altri modi.

    senza presunzione

    roberto

    • e ora

      E ora? Rileggendo questo commento alla luce dei risultati, lo “smarcarsi” a sinistra di Sel sembra anacronistico. Se le liste fossero andate unite a sinistra, era possibile fare un consigliere.

  • luciano

    Sbagliare è umano perseverare è DIABOLICO…..

  • Marco Niro

    Agli amici di Rifondazione “qualcosadinuovo” proporrà che si riprenda il confronto tra tutte le forze della sinistra politica e sociale in Trentino dopo il 27 ottobre. Inclusa SEL, che speriamo torni a più miti consigli e, dopo la sbornia elettorale, riveda il lume della ragione e del buon senso.

    • luciano

      Si benissimo,aspettiamo che tutti si facciano i fattacci propri e poi noi che siamo tutti i giorni sottoposti a pressioni a malversazioni e quanta’altro,gli accogliamo e li consoliamo per la trombata presa!?!?Non credo che funzioni cosi’a ognuno la liberta’di scegliere ma anche l’obbligo di rispondere delle proprie scelte!!!

      • Marco Niro

        Purtroppo proprio questo è l’atteggiamento che ha portato al fallimento del tavolo del 5 settembre…

        • Andrea

          Il fallimento è responsabilità di quanti chiedevano a un partito di rinunciare alla sua storia e alla sua dignità…. La rinuncia ai simboli deve essere una libera scelta non un’imposizione.

  • Carlo

    zuin nicola è stato tra i più feroci oppositori della coalizione sel prc nell’assembleea di sel, partito di cui era dirigente.
    O no?

    • No, caro Carlo (?), il sottoscritto Nicola Zuin (che è stato effettivamente membro degli organismi direttivi di Sel), non è mai stato un “feroce” oppositore del dialogo con Rifondazione. Ho sempre sostenuto, invece, la necessità di fuggire dalle riserve indiane della sinistra ideologica e settaria (quale che sia), così come dalle paludose relazioni col centrosinistra (qui dellaiano o post-dellaiano): ho sempre sostenuto che l’unico orizzonte possibile – anche in Trentino – sia una sinistra larga e articolata, politica e sociale, fatta di partiti e movimenti concentrati sul progetto concreto di un modello di convivenza diverso, nuovo, appunto, imperniato sulla difesa dei beni comuni, dalla Costituzione, al territorio, ai diritti, alla scuola. Una sinistra capace per questo di elaborare linguaggi e pratiche politiche diverse da quelle che le hanno regalato la dispersione e le sconfitte di questi anni.
      Tutto questo l’ho detto, scritto e ribadito pubblicamente, dentro e fuori Sel (si veda la mia attività sindacale negli Stati Generali della Scuola Trentina o si legga ad esempio i miei articoli su Linke’). La mia storia lo testimonia in ogni sua pagina, pubblica e privata.
      Io ho una faccia sola, signor Carlo, e non l’ho mai nascosta.
      Ho creduto fino all’ultimo che Sel potesse essere uno strumento efficace per costruire quella sinistra. Per questo negli ultimi due anni ho dato quel che ho potuto a quel partito. Ma evidentemente mi sono sbagliato.
      Probabilmente ho peccato di ingenuità, anche quando ho sperato, assieme agli amici e compagni di #qualcosadinuovo, che uno sguardo rivolto al domani potesse aiutare tutti ad andare oltre quel che è stato ieri e l’altroieri. Non ha funzionato.
      Non so cosa farà lei: io continuerò – ancora – a camminare verso quell’orizzonte… In qualche modo.

  • luca spagnolli

    Lasciamo perdere rancori e congetture. Se si potrà riaprire un confronto anche dopo le provinciali, benvenga! Come si dice, meglio tardi che mai! Certo questa è un’occasione persa, che non solo arresta il processo di dialogo, ma come vediamo anche da questi pochi post lo riporta indietro sotto i colpi dell’amarezza e delle accuse incrociate.
    Ma rimango convinto che un processo unitario sia l’unica strada, le alternative sono la cooptazione o l’estinzione, in entrambi i casi la sinistra e le sue istanze scomparirebbero senza lasciar traccia. Vogliamo questo?

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