Sait: No agli esuberi, Sì al contratto di solidarieta’

coopOggi i lavoratori sono nuovamente scesi in sciopero per incontrare i capigruppo in Consiglio provinciale e chiedere loro un intervento verso la Direzione Sait al fine di scongiurare i licenziamenti.
Dopo aver espresso la classica solidarietà i capigruppo, salvo qualche eccezione, non sono andati oltre le solite promesse e/o impegni generici della politica ed i vari assessori si fingono sorpresi della scelta dell’azienda di licenziare 130 lavoratori.
L’appuntamento era per le ore 11 mentre l‘incontro era fissato per le ore 13 e quindi nelle due ore di attesa abbiamo avuto modo di parlare con i lavoratori molti dei quali non nascondevano la loro rabbia mista a rassegnazione e delusione per l’intera vicenda.
Rabbia perché anche ne sistema cooperativo (in barba allo slogan la coop sei tu?) vige la logica del profitto a tutti i costi anche se questo significa sacrificare non solo posti lavoro, ma principi e ideali che erano alla base del sistema cooperativo. Quello che però fa più rabbia e che viene chiamato in causa “il mercato” mentre tutti sappiamo che questa Direzione ha enormi responsabilità in primis quella di aver portato un colosso come Sait a questa situazione.
Delusione perché è andata in frantumi l’idea che la cooperazione in materia di lavoro fosse diversa dalle altre aziende. Vergognosa poi è la scelta del Consiglio di Amministrazione di Sait di delegare ad uno studio privato la trattativa sui licenziamenti dimostrando così, ancora una volta, la loro incapacità di confrontarsi a viso aperto con i lavoratori.
Rassegnazione in quanto prevale il sospetto che tutto sia già deciso e che le varie iniziative sindacali rispondano più alla difesa del proprio ruolo che a quella dei lavoratori. Infatti si procede con iniziative di lotta che guardano all’esterno (Federazione, Provincia) mentre non si contrasta adeguatamente l’azienda con scioperi articolati e con il blocco del lavoro straordinario e quindi nasce il dubbio che il tutto sia finalizzato alla CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA che, come tutti temono, sarà l’anticamera dei LICENZIAMENTI in quanto serve solo a dilatare nel tempo il calice amaro dei licenziamenti.
Come USB lavoro privato abbiamo più volte ribadito che queste modalità di sciopero non incidono sulle scelte aziendali in quanto ammortizzati dalla presenza della cooperativa che, inspiegabilmente, non viene coinvolta dalle iniziative sindacali così come non si capiscono i motivi per cui non vengono coinvolti i lavoratori dei negozi di vendita.
NESSUN LAVORATORE DEVE RIMANERE A CASA!
Per questo USB Lavoro Privato non intende restare a guardare e proclama lo SCIOPERO del LAVORO STRAORDINARIO come primo segnale che la lotta va riportata in azienda con un solo obbiettivo: evitare i licenziamento e CONQUISTARE il CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ
Le altre soluzioni, volenti o nolenti sono solo funzionali ai disegni di questa Direzione Sait che dovrebbe DIMETTERSI.

Usb Trentino
Ezio Casagranda

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