Presidio NOTAV a Fortezza (BZ)

notavfortezzaRenzi annulla buona parte della visita di sostegno al progetto del Brennerbasistunnel

Ieri 5 luglio 2014 un centinaio di attivisti NO TAV hanno voluto testimoniare con la loro presenza, la contrarietà ad un’opera inutile, dannosa e devastante per l’ambiente e per le casse dello Stato.
Il fatto che Renzi abbia dribblato la conferenza stampa presso l’infopoint di Fortezza dove lo stavamo aspettando dimostra la strumentalità delle argomentazione protav e che la visita di Renzi era finalizzata a propagandare la sua immagine personale e per dire che la proroga dellA22, tanto voluta e agognata dalle provincie di Trento e Bolzano si può fare.
Un tesoretto di oltre 550 milioni di euro vale bene una forzatura delle regole europee in materia di gare di appalto.
Per questo riteniamo che a prescindere dai numeri il presidio è stato un bel successo sia politicamente che a livello informativo in quanto abbiamo contrapposto alla propaganda messo in piedi intorno al progetto della galleria di base del Brennero dati, e argomentazioni tali con le quali Renzi non ha avuto il coraggio di confrontarsi.
Infatti, arrivato da Fié allo Sciliar, avrebbe dovuto fare tappa al BBT – Infopoint di Fortezza, poi mettersi il casco per andare a vedere il cantiere di Mauls e rientrare per una conferenza stampa il presidio dei NO TAV altoatesini e trentini – presenti dalle 13 alle 16 con interventi in tedesco e in italiano, materiali informativi e interviste con i media – lo hanno tenuto lontano.
Al cantiere si è fatto portare in elicottero e lì ha improvvisato qualche frase ad effetto sul valore del progetto TAV senza specificare se il valore a cui si riferiva Renzi è quello del costo improponibile (64 miliardi con tutta la linea di accesso Sud), ma volutamente si è dimenticato delle devastazioni ambientali e dell’inquinamento atmosferico/acustico delle valli dell’Adige e dell’Isarco che questo progetto produce lasciando spazio all’illusione che la nuova ferrovia risolverebbe il problema del trasporto merci attraverso il Brennero.(fra qualche decennio).
I manifestanti Hanno atteso invano l’arrivo di Renzi ma hanno avuto l’ennesima dimostrazione che chi sta al Governo non è disponibile ad un confronto con chi denuncia l’inutilità delle grandi opere in generale e contesta le scelte politiche che vengono ormai da anni calate dall’alto.
Molti gli interventi per ribadire l’inutilità del corridoio del Brennero e lo stesso sistema speculativo delle grandi opere che, come hanno dimostrato i recenti  scandali dell’Expo e del Mose, si riconferma un modo proficuo con il quale mafiosi e pochi privati possono trarne beneficio.
Il presidio ha inoltre ribadito che essere No Tav non significa solo resistenza contro opere inutili e dal costo rovinoso, ma significa soprattutto lottare per un modello sociale ed economico senza devastazione dell’ambiente, senza le merci al primo posto, senza disuguaglianze, senza sfruttamento.
NO TAV

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