Valdastico e TAV del Brennero

Il Governo intende marciare deciso unitamente alla regione Veneto ed ai grandi gruppi economici locali e nazionali. Ieri il ministro Ciaccia assieme a Zaia nel discorso di inaugurazione del tratto della Valdastico sud ha insistito sulla necessità di realizzare il tratto nord del tratto autostradale per ricongiungersi all’autostrada del Brennero all’altezza di Besenello.
Immediata la risposta del presidente Dellai che ribadisce il NO alla Valdastico contrapponendo a questa arteria autostradale il TAV del Brennero che lui continua a chiamare il raddoppio della ferrovia cercando di presentarsi come portatore di un modello alternativo a quello Veneto.
Premesso che la Valdastico è un’opera (costo di oltre 2 miliardi di euro, 49 milioni di euro/Km) che provocherebbe non solo danni ambientali gravissimi nella valle vicentina e nella zona di Besenello come scrive il Comitato No Valdastico Nord ma comporterebbe un vero e proprio ingorgo di traffico pesante sull’A22 con un aumento esponenziale dell’inquinamento.
Quello che non ci convince nel No di Dellai e che la contrarietà del nostro presidente non riguarda un diverso modello sociale ma una scelta che riguarda i potenti amici che poi sono anche i veri sponsor nelle campagne elettorali dei relativi presidenti.
Infatti la Valdastico la vuole la Serenissima, la società che gestisce la A4 Brecia-Padova per interessi poco legati agli interessi collettivi e molto vicini ai loro interessi economici e di rinnovo della concessione, mentre il tunnel del Brennero interessa l’A22 e le solite imprese a partire dalla Collini.
Sia la Valdastico che il Tav oltre a rendere il Trentino un corridoio di transito veloce per le merci prodotte fuori provincia, rispondono solo ad interessi di grandi potentati economici e non agli interessi delle popolazioni e dei territori attraversati da queste opere tanto devastanti quanto inutili.
I dati sul flussi di merce sono in calo sia per la crisi ma anche perché le aziende ricorrono sempre meno ai terzisti, la produzione si avvicina sempre più alle zone dove si consuma in rispetto delle scelte a Km 0 e quindi gli aumenti dei flussi di transito di merci non sono credibili.
Se Dellai vuole ridurre il traffico su gomma, sul quale tutti concordiamo, questo si può fare da subito. Basta togliere le agevolazione di cui godono i trasportatori sull’A22, non sovvenzionare le imprese di trasposto su gomma, in sostanza fare le scelte che ha fatto la Svizzera e il traffico sull’A22 si ridurrebbe da subito di quel 30% che si chiama “traffico deviato” che trova più conveniente passare per il Brennero anziché per gli altri valichi alpini.
Ma queste verità sono scomode e non interessano i nostri governanti i quali pensano che le politiche delle grandi opere siano necessarie per il futuro del paese o solo “perché lo chiede l’Europa” .
Infatti In provincia, oltre al Tav del Brennero si va da Metroland agli impianti sciistici senza badare alla distruzione di territorio e dello spreco dei soldi pubblici.
Soldi che potrebbero essere utilizzati in modo più produttivo in termini di ricerca, sviluppo e servizi sociali utilizzando le peculiarità della nostra autonomia per porre le basi di un modello di sviluppo diverso da quello imposto da un liberismo autoritario e distruttivo del bene comune.
Ezio Casagranda

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