Contratto Orvea e sindacati complici

compliciIl rinnovo del contratto integrativo Orvea non è il “meno peggio” o figlio dell’attuale situazione di crisi come hanno cercato di argomentare i firmatari nella conferenza stampa di presentazione dei dati sul referendum.
Questo accordo è figlio della svolta corporativa del sindacato confederale. Infatti non è casuale che il baricentro dell’accordo punti sull’esaltazione corporativa del mantenimento di alcune differenze salariali dei lavoratori in forza rispetto ai nuovi assunti che vengono fortemente penalizzati da questo accordo, cancelli importanti conquiste normative che permettevano la conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro come il tempo parziale , l’aspettativa, le pause e permessi, ecc..
Un accordo che ritiene “strumento necessario ai fini dell’imprescindibile contenimento dei costi… “ un trattamento economico inferiore per i nuovi assunti, è figlio di una cultura aziendalista ormai fortemente introitata dai sindacalisti confederali che ormai hanno rinunciato a svolgere un ruolo culturale alternativo all’impresa.
Filcams Fisascat e Uiltucs sono arrivati alla firma dell’accordo Orvea in tempi rapidi, senza una vera discussione, senza proposte alternative a quelle aziendali e il prevalere della rassegnazione rispetto alla mobilitazione si inquadra perfettamente dentro il modello nazionale portato avanti da Cgil Cisl e Uil a braccetto di Confindustria e Governo.
Rispetto alla confederalità sociale ed alla necessità di unificare il mondo del lavoro e la difesa dello stato sociale, sta prevalendo il modello fondato sul sindacalismo aziendalista e corporativo che manda in soffitta tutto ciò che resta del modello del sindacato che abbiamo conosciuto
Siamo davanti all’adeguamento di Cgil Cisl Uil alla deriva autoritaria, all’austerità politica e sociale, al sindacalismo della miseria che è consentito dentro i limiti e le compatibilità date. Un sindacato che non tollera il dissenso in ogni sua espressione, riduce la democrazia nei luoghi di lavoro all’esercizio del plebiscito ( spesso con il sostegno delle aziende come in Orvea), respinge la partecipazione e il protagonismo dei lavoratori.
Andiamo verso un sindacato che sopravvive solo grazie alla legittimazione ed alle risorse di imprese e governo e quindi crediamo fortemente che i sindacati confederali abbiano perso i principi essenziali di un sindacato vero, onesto, non compromesso in interessi economici .
Crediamo fortemente che siano complici della disfatta sui diritti acquisiti, ed il contratto Orvea è li, a futura memoria, per i vecchi ma soprattutto per i nuovi assunti, quelle nuove generazioni che un sindacato dovrebbe tutelare seriamente.
Per i lavoratori e lavoratrici, USB è l’unica speranza rimasta per la difesa dei diritti sul e nel lavoro e dei diritti sociali che si chiamano sanità pensioni, casa, scuola e saperi.
Per questo chiediamo a tutti/e – anche quelli che hanno votato si a questo accordo – di unirsi a noi per ritrovarsi insieme in un sindacato con valori saldi, non svenduti ai padroni, nei quali crediamo e sempre continueremo a credere.
Lavoratrici e lavoratori Orvea

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Un commento

  • luciano

    CGIL e soci a delinquere hanno per l”ennesima volta”fregato” i lavoratori gli stessi che hanno fatto grande quel sindacato!?!?
    Doppio tradimento….ma pagheranno,pagheranno caro!!!

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