POLI Riva: Presidio contro l’obbligo mascherine

Si svolto nella mattinata di ieri un presidio, molto partecipato, dei lavoratori del Poli di Riva del Garda contro l’obbligo di indossare le mascherine sul posto di lavoro e per contrastare la logica disciplinare messa in atto dalla Direzione per applicare un protocollo sindacale che tutto è meno che un protocollo che guarda alla tutela della salute e della sicurezza sui posti di lavoro.

I manifestanti hanno distribuiti volantini informativi ai cittadini che transitavano sulla via ed ai clienti che entravano in negozio.

_________________________ di seguito il testo volantino __________________

Appello a Clienti e Cittadini

Oggi i lavoratori del supermercato POLI hanno deciso di incrociare le braccia e scioperare dalle ore 10,00 alle ore 13,00 per denunciare pubblicamente il protocollo di intesa fra Confindustria e CgilCislUil del 30 giugno scorso che obbliga i lavoratori e le lavoratrici a portare la mascherina sul posto di lavoro.

Si perché quell’intesa di giugno non è finalizzata a garantire salute e sicurezza sul posto di lavoro – per garantire questo servono gli interventi strutturali come la sanificazione giornaliera, aspiratori, depuratori dell’aria, ecc – e non queste mascherine che ci vengono imposte non perché garantiscono più sicurezza ma perché garantiscono i profitti alla Fiat che le produce.

Non solo, ma il protocollo non tiene conto di studi medici che sostengono i danni da mascherina è contraddittorio e va oltre le norme sanitarie decise dal governo.

Noi come tutti siamo attenti alla nostra ed alla Vostra salute ma, come lavoratori, non accettiamo di essere presi in giro e/o di subire dei provvedimenti disciplinari perché chiediamo il rispetto della legge.

Non ci risulta che i Landini, Bombardieri, Sbarra e Bonomi siano laureati in medicina. Questo NON E’UN PROTOCOLLO SANITARIO, ma di un protocollo che ha il solo scopo di legittimare chi lo ha sottoscrive.

E’ un protocollo vergognoso che introduce il principio che all’interno delle aziende non si applica la legge ma vige una specie di extraterritorialità dove padrone e sindacati decidono sulla pelle di chi lavora.

Per questo la nostra lotta non è solo una battaglia per le libertà, per la difesa dei diritti costituzionali, per più sicurezza e migliori condizioni sui posto di lavoro ma è anche una denuncia pubblica sulla deriva delle tre confederazioni che pur di sedere al tavolo di Confindustria e governo sono disposti a svendere la dignità dei lavoratori e lavoratrici che dicono di voler rappresentare.

Infine protestiamo perché salute e la sicurezza sul posto di lavoro non possono esser banalizzate da un protocollo come quello di giugno.

RSA e CUB Trento 1 agosto 2022

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