8 marzo, la lotta delle donne è scesa in piazza

“Non una di meno” oggi, 8 marzo 2018, si è svolto il secondo sciopero globale delle donne. Uno sciopero che in Italia è stato accompagnato da molte iniziative a livello territoriale con appuntamenti, presidi e manifestazioni in molte città italiane.
Anche a Trento – su iniziativa del Collettivo Transfemminista Queer Trento e di Unione Sindacale di Base del Trentino – si è svolto un presidio davanti al Commissariato del Governo per per contestare le politiche dei governi e dell’Europa fatte di tagli alla spesa sociale, ai diritti collettivi e tagli allo Stato Sociale.
Durante il presidio abbiamo distribuito dei volantini che riassumevano i motivi dello sciopero globale che anche quest’anno si è svolto in oltre 70 paesi nel mondo.
Un presidio per denunciare che oggi 8 marzo non c’è nulla da festeggiare ma è necessario lottare per liberare la donna dalla doppia oppressione: quella sul lavoro e quella domestica.
Un presidio per rilanciare la battaglia contro il rito consumistico dell’otto marzo, per dire che oggi più che mai, diventa indispensabile lottare per i diritti civili e sociali, contro lo sfruttamento capitalistico a partire dai luoghi di lavoro e contro questo sistema sociale che scarica sulla famiglia – e quindi sulla donna – oneri e servizi che doverebbero essere forniti dallo stato.
Non c’è emancipazione sociale senza diritti sul e nel lavoro, come non è possibile difendere uno stato sociale pubblico ed efficiente all’interno della logica dell’austerità e dei tagli che ci viene imposta dall’Europa.
Come Unione Sindacale di Base abbiamo dato la nostra convinta adesione organizzando uno sciopero generale che nonostante la disinformazione condotte in questi giorni dai media ha avuto una discreta adesione dando ulteriore forza a quanti vogliono trasformare un giorno di ipocrisia collettiva in una giornata di lotta, di mobilitazione e di confronto con i cittadini.
Per questo abbiamo voluto ribadire che questa battaglia delle donne non si ferma alle iniziative odierne ma proseguiranno nelle lotte contro la violenza maschile, contro la chiusura degli spazi delle donne, contro l’obiezione di coscienza nei servizi sanitari pubblici, per il diritto ad un welfare universale, al reddito di autodeterminazione, alla casa, al lavoro, alla parità salariale, all’educazione scolastica, a misure di sostegno per la fuoriuscita dalla violenza.
p. USB Trentino
Ezio Casagranda

4 commenti

  • Saiani Aldo

    ALTA POLITICA.

    4 MARZO: evento politico rivoluzionario in Trentino.

    Devastazione del centro-sinistra (PATT, PD e CIVICA POPOLARE).
    Tramonto della sinistra (LeU, Potere al Popolo).

    Svuotamento del PATT collocato a sinistra, ora precipitato ad un incredibile 4,9%, con spostamento degli elettori autonomisti verso la Lega, ascesa al fenomenale 27,4%.

    Sgretolamento del PD ad un misero 19,3%, con esodo dei suoi elettori verso il Mov5☆, salito al 23,4%.
    L’identita’ politica dei trentini si allinea perfettamente a quella nazionale, e si rivela estranea a quella della provincia di Bolzano.
    La Regione diventa sempre di più una istituzione obsoleta e politicamente ingiustificata.

    Lega e Mov5☆ insieme superano la soglia simbolica del 50%, che corrisponde al dato nazionale.

    Se fosse lecito proiettare meccanicamente questi numeri sul governo provinciale, quest’ultimo avrebbe un consenso del 26,4% (PD+PATT+CIV.POPOLARE).
    Attendiamo le prossime elezioni provinciali di ottobre.
    Intanto il caos politico aumenta e continua.
    Quale terreno migliore per una azione rivoluzionaria?
    Paziente, tenace, decisa e spietata.

  • Saiani Aldo

    4 MARZO: TSUNAMI ELETTORALE IN TRENTINO.

    Niente sarà più come prima.

    In questi giorni ho analizzato profondamente ed estesamente i numeri dei comuni trentini.
    Per la prima volta dalla prima Repubblica emerge un dato essenziale:
    una impressionante omogeneità delle tendenze dei partiti in tutti i comuni della Provincia, dalle città alle valli più remote:
    1. incredibile sfondamento della Lega;
    2. avanzata del M5☆;
    3. crollo del PD;
    4. distruzione del PATT;
    5. tenuta di FI e di Fr. d’Italia;
    6. flop di Casa Pound;
    7. mesto tramonto della sinistra tradizionale (LeU- PaP).

    È crollata l’anomalia politica del Trentino rispetto al resto del NORD.
    Conseguenze politiche immediate:
    il governo di piazza Dante è delegittimato e destinato a subire una seconda debacle alle prossime elezioni di ottobre.
    Basta osservare la faccia frastornata di Rossi.
    Si affiderà ancora a quell’Istituto di sondaggi che gli aveva pronosticato un 6 a 0?
    La sua batosta è doppia: come se avesse subito un 12 a 0.
    Anche per un incassatore democristiano come lui è troppo.

    La contiguità istituzionale con Bolzano non ha più alcuna base politica.
    Bisognerà smantellare il carrozzone Regione, con un buon risparmio per le casse pubbliche.
    Con queste provvidenziali elezioni il Trentino è tornato alla sua condizione naturale.
    Per lingua, storia e cultura è terra italiana.
    Compagni, imparate e cantate l’inno al Trentino ” Si slancian nel cielo le guglie dentate, discendono dolci … o puro bianco di cime nevose, soave olezzo di vivi e di fior…”.

    Quello che è certo, e mi da’ una immensa goduria, è che è finita l’era dello stupido e becero dellaiano trentinismo.

  • Saiani Aldo

    Non potrò mai ringraziare abbastanza il pregevile e signore Ezio Casagranda, che non mi censura, e mi da’ con questa tribuna la possibilità di esprimere le mie IDEE, che a qualcuno appariranno strampalate.
    Ma sono le mie: sincere e spontanee.

  • Saiani Aldo

    Errata corrige:
    …pregevole e signore…

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