Un video per “votare informati”

referenRiceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione di Giovanna.
La redazione
Cari amici,

immagino che in queste settimane molti di voi saranno stati bombardati da notizie e proclami sul referendum costituzionale confermativo del prossimo 4 dicembre.
Io mi sono ripromessa di rispettare sempre le scelte di ognuno, ma credo che per convincere gli indecisi siano state realizzate campagne di vera disinformazione e che le pressioni esterne sulle nostre scelte costituzionali interne siano state indebite e sospette.
Ricordo i referendum costituzionali che hanno preceduto quello del 4 dicembre e sinceramente devo confessare che rimpiango il SI alle modifiche del Titolo V realizzate nel 2001. E, purtroppo, non posso non pensare al silenzio e alla clandestinità che hanno accompagnato la modifica dell’articolo 81 della Costituzione, quello che ci ha portato al pareggio di bilancio obbligatorio e alla necessità di elemosinare dall’Europa quella poca flessibilità ( del resto molto male utilizzata!) che ci fa apparire degli accattoni!
Quella modifica costituzionale fu approvata in poco più di sei mesi, con un percorso iniziato il 5 ottobre 2011 e conclusosi il 17 aprile 2012.
In sei mesi, quindi, e nel quasi totale silenzio dei media, si realizzò una modifica costituzionale, di rango analogo a quella che sta incendiando gli animi in tutto il Paese.
Non ci fu dibattito tra i cittadini perchè ad approvare quella modifica scellerata fu una maggioranza bulgara: su 281 presenti e 280 votanti, i favorevoli furono 235, 11 i contrari, 34 gli astenuti.
Ritengo perciò pretestuose le motivazioni che richiamano oggi ad una maggiore rapidità di decisione e anche quelle che parlano di minori spese per la politica.
Il Senato poteva essere eliminato del tutto: le spese sarebbero davvero diminuite. E, in vena di così profondi cambiamenti, perchè non rimettere mano a quel pareggio di bilancio, così pubblicamente disprezzato, eliminando anche le recenti modifiche dell’articolo 81 della Costituzione?
Il mio voto al referendum sarà un NO deciso.
Potrei dire molto di più sui contenuti di questa riforma, che, se approvata, credo completerà la progressiva perdita della nostra sovranità popolare e del potere decisionale interno. Mi limito a restare a disposizione di chiunque voglia contattarmi e, nel frattempo, vi invito a dedicare qualche minuto al video che trovate in calce a questo messaggio: è delizioso e, comunque la pensiate, potrà aiutare a riflettere.
Un caro saluto

Giovanna Giugni

Fonte del Video: ilfattoquotidiano.it

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