Trattativa Orvea: avanti a passo di lumaca

Si è svolto ieri l’incontro con la Direzione Orvea per il rinnovo del contratto integrativo aziendale e dopo una lunga serie di incontri dove sostanzialmente la voce prevalente era il NO, ieri abbiamo ricevuto alcuni, seppur parziali e limitati, SÌ.

La discussione per un risultato soddisfacente appare ancora luiga e tortuosa, ma l’importante è che l’azienda comincia prendere in considerazione le nostre richieste, che ricordiamo rappresentano le proposte e le aspettative dei lavoratori e delle lavoratrice di Orvea.

Sulla parte normativa abbiamo ricevuto risposte sui temi congedi parentali riducendo da 8 a 6 mesi il periodo minimo, permesso non retribuito per assistenza figlio, fino a 16 anni, in caso di ricovero ospedaliero, possibilità di anticipo TFR, in aggiunta a quanto previsto dalle norme di legge, per chi è vittima di violenza di genere.

Trasferimento di euro 200, dalla voce del premio “Quota B” mai erogata in questi anni sulla “Quota A -parte 2” che passerebbe dalle attuali 790,00 a 990,00 con le stese proporzioni.

Le questioni aperte sono ancora diverse, sia sulla parte normativa che sulla parte economica e quindi nel prossimo incontro, fissato per l’ultima settimana di novembre, dove l’azienda si è impegnata a fornirci un testo su cui lavorare per arrivare, se possibile, al rinnovo del contratto aziendale entro fine anno.

USB lavoro Privato ritiene positive, ma ancora insufficienti, le aperture di Orvea e quindi si augura che nel prossimo incontro la Direzione aziendale, anche nello spirito del suo codice etico, tenga nella dovuta considerazione le richieste e le aspettative dei /delle lavoratori/trici che da anni si vedono ridurre il potere di acquisto dei loro salari a causa dei continui aumenti delle tariffe e del costo della vita.

Se la Direzione continuerà a mantenere una posizione ermetica sulle nostre principali richieste USB Lavoro Privato non esclude di attivare le iniziative del caso.

USB Lavoro Privato – Commercio

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