Rovereto: Giu’ le mani dalla scuola Zandonai

zandonaiGIU’ LE MANI DALLA SCUOLA MUSICALE ZANDONAI GIU’ LE MANI DAL BENE PUBBLICO.

Triste è apprendere dalla stampa locale la messa in discussione della natura pubblica della scuola musicale Zandonai da parte della Giunta Comunale di Rovereto.

Ormai in Comune si respira aria di Privatizzazione a 360°, prima le Baratieri, poi due sale del palazzetto dello sport ed “infine”, non meno importante, la Scuola musicale Zandonai. Questo per Noi è segno di debolezza, una Giunta Comunale che non riesce ad investire, recuperare e riqualificare un bene pubblico è una Giunta priva di basi politiche e sociali adeguate al compito per la quale è stata eletta.
La scuola Zandonai oggi è un importante centro e laboratorio di formazione culturale che incentiva il giovane cittadino alla conoscenza musicale, seppur lo stesso non abbia capitali tali da permettergli lo studio presso società/scuole private.
E’ vero che ad oggi si possono ricevere finanziamenti in base all’ICEF per ottemperare ai massicci costi della scuola privata, ma è vero sì che nessuno prevede il futuro e nessuno può sapere con certezza l’esistenza futura di tali fondi. Sembra poi assurdo che Comune e Provincia finanzino con soldi PUBBLICI una struttura che poi crea degli utili ai privati. Non capiamo proprio come mai ci si diverta così tanto a dare in gestione a terzi il bene pubblico (enti che magari pensano solo al profitto) per poi infine svalorizzare il bene così tanto foraggiato, da risultare soltanto, alla fine della speculazione, un debito per la collettività.

E che dire poi del personale? La scuola di vita “all’Italiana” ci ha già insegnato a sufficienza; prima ti garantiscono che il tuo contratto rimarrà pubblico, poi da un giorno all’altro, senza tanti preavvisi ti trovi a lavorare per una società che improvvisamente ti diminuisce reddito e diritti, ti rende precario o ancora peggio ti fa diventare un voucherista (lo sfruttato del nuovo millennio), vanificando ambizioni e professionalità del lavoratore.
La politica potrà farsi garante nel promettere miglior servizio, costi d’accesso minimi e mantenimento del corpo docente, ma in fine si sa, la politica dura cinque anni se va bene, il bene pubblico invece è eterno, se tenuto dignitosamente e gelosamente.
Per tanto invitiamo, come USB, ad un’attenta riflessione da parte dei cittadini di cosa si sta perdendo in queste operazioni, mentre alla Giunta Comunale e al Consiglio Comunale di Rovereto chiediamo possa essere indetto un referendum che veda partecipi i cittadini, ricordando che solo loro hanno diritto di decisione sul come gestire un bene pubblico, nessun altro.

p.USB Lavoro Privato – Federico Menegazzi

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