PAT e l’allegra gestione della finanza.

provinciaL’ALLEGRA GESTIONE FINANZIARIA DELLA PAT
ENNESIMA VERGOGNA DI UNA POLITICA SEMPRE PIU’ DISTACCATA DAL MONDO REALE

“Lavori pubblici, il prezzo NON è giusto” titolava ieri il giornale TRENTINO e leggendo l’articolo in questione si resta allibiti dalla discordanza fra quanto previsto dal “prezzario” stilato dalla PAT ed i prezzi cosiddetti, di mercato.
Senza voler entrare nel merito dei singoli prezzi proposti dal “prezzario” quello che appare immediatamente evidente è che siamo innanzi a dei “prezzi politici” che vengono utilizzati anche come riferimento per i lavori pubblici.
Poi se ci mettiamo anche il fatto che all’articolo 43 della finanziaria 2015, si dice che in relazione questi prezzi si procederà ad un “ribasso d’ufficio” dell’8,5% per i lavori pubblici, ed hanno il coraggio di chiamarla “spending review”.
Ma non prendiamoci in giro, ancora una volta viene dimostrato, come avviene nelle gare di appalto che i prezzi base, sia delle merci come in questo caso, ma anche i prezzi di base d’asta rispondono a logiche politiche le quali sono ben diverse da quelle della qualità e del contenimento dei costi.
Non è casuale che poi si procede a revisione prezzi, all’allungamento dei tempi e via di seguito, perché l’obiettivo della potere politico non è la qualità del prodotto ma quello di far vincere l’amico di turno.
Come Unione Sindacale di Base del Trentino cogliamo l’occasione per porre una questione di fondo; la grande differenza fra base d’asta dei lavori e i ribassi che vengono praticati da chi poi vince l’appalto.
Una domanda riguarda il dirigente che predispone la gara di appalto. Quale azienda privata si fiderebbe a dare la responsabilità degli acquisti e delle vendite ad un dirigente che sbaglia il preventivo del 30/40% (spesso anche oltre) rispetto al prezzo di mercato??
Se l’appalto viene aggiudicato con un simile ribasso due sono le possibili ipotesi: o il dirigente ha “cannato” alla grande e quindi nei suoi confronti si agisce di conseguenza, oppure l’ente pubblico (involontariamente o meno) è correo di un’impresa che sicuramente non potrà rispettare le normative contrattuali e di legge per quanto riguarda i lavoratori occupati e a farne le spese sarà la qualità complessiva del prodotto.
Infine ma non per importanza la questione del blocco dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego a causa della spending review, che non dimentichiamo è stata usata come una clava per tenere bloccati oltre 6 anni i contratti collettivi dei dipendenti pubblici.
Una Norma che la stessa Consulta ha ritenuto anticostituzionale.
Ancora una volta abbiamo l’ennesimo esempio che mentre si usa la spending review per ridurre i servizi sociali, privatizzare pezzi di stato sociale, nel chiuso degli uffici provinciali (alla faccia della buona autonomia) allegramente si dilettano a gestire i prezzi con la vecchia logica di democristiana memoria; come già accaduto con i mezzi ad idrogeno e la stazione di rifornimento pagati milioni di euro di soldi pubblici e buttati letteralmente nel vento delle valli tridentine.
USB Trentino

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