Renzi, Delrio, Sacconi e Ichino i nuovi despota

renziVERAMENTE IL PAESE NON FUNZIONA A CAUSA DI UNA CODA A POMPEI??
Sarà il caldo ma in questi giorni, dopo la messa alla gogna della Grecia, la stampa italiana ha avviato una campagna vergognosa contro il diritto di sciopero con punte che rasentano il ridicolo, paragonando un’assemblea retribuita ad uno sciopero. Sembrerebbe che l’immagine virtuosa dell’Italia dipendesse da qualche ora di coda a Pompei e non dal proliferare del malaffare, delle varie mafie di cui la recente “Mafia Capitale” è solo la punta di un iceberg della corruzione italiana.
Questa non è informazione, è odio di classe verso quei lavoratori salariati che non accettano di piegare la testa.
Lo sciopero è un diritto sancito dalla Costituzione Italiana ma stando al nostro governuncolo illegittimo deve essere cancellato perché in contrasto con le “nuove regole” europee, non scritte, ma imposte da Scheauble – contro la Grecia – nuovo leader indiscusso della troika.
I diritti costituzionali, la democrazia e le stesse Costituzioni devono essere subordinati alle logiche della finanza e delle multinazionali.
A questo infatti è servita la lezione greca e serviranno i trattati transeuropei che il parlamento europeo si appresta alla chetichella, come il TTIP che subordina le Costituzioni europee agli interessi ed ai profitti delle aziende multinazionali.
Dentro questo quadro generale i pennivendoli della stampa italiana si sono lanciati in una campagna di forte attacco al diritto di sciopero e di ogni forma di dissenso in fabbrica come nella società.
Parlano di utenza, ma intendono a difesa delle aziende le quali dopo la libertà di licenziare, la forte riduzione delle tasse, oltre al jobs act, che cancella 40 anni di diritto del lavoro e di diritti conquistati dai lavoratori, oggi vorrebbero cancellare qualsiasi forma di dissenso e di conflitto in fabbrica.
Lo sciopero, l’assemblea ed il conflitto sociale non sono mai stati un capriccio ideologico ma i naturali strumenti dove si concretizza lo scontro/incontro tra capitale e proletario, tra chi possiede i mezzi di produzione e chi offre la propria forza-lavoro.
Ma di cosa parlano Renzi, Delrio, Sacconi e Ichino quando fanno riferimento al diritto dell’utenza o del turista?
Ma che ne sanno loro dei milioni di lavoratori da anni senza contratto di lavoro (trasporto pubblico locale e lavoratori pubblici in primis), del fatto che i loro sodali abbiano voracemente mangiato tutto ciò che c’era da mangiare nelle varie municipalizzate e partecipate sia a livello locale che nazionale. Che nei siti museali ormai a dare quel minimo di assistenza ai turisti e ai cittadini ci siano rimasti solo pochi lavoratori spesso precari e mal pagati. O che spesso e’ proprio contro questa condizione di degrado della cosa pubblica che i lavoratori scioperano, pagando di tasca propria.
A quanti oggi attaccano il diritto di sciopero poco importa che nella sanità si muoia nei pronto soccorso perché non si riesce, a causa dei ripetuti tagli di personale (la spendig review), a dare quel minimo di garanzia di assistenza che un così delicato compito richiederebbe, a prescindere dalla spesa, o che sul lavoro si muore (3 morti al giorno la media italiana) per un misero salario.
A loro tutto questo non interessa in quanto vogliono essere solo dei bravi servitori dei poteri forti o essere citati nei discorsi di Marchionne. Se poi questo significa mandare al macero la Costituzione Italiana a loro poco importa.
Oggi è tempo di reagire, di rompere con la gabbia delle tre confederazioni per costruire una vera alternativa sindacale.
È quello che stiamo facendo come Unione Sindacale di Base.

USB Trentino

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