Progettone, la verità che si vuole nascondere

premesso che qualsiasi verità in quanto tale, necessita di fondatezza ma soprattutto di essere documentata e non verità a prescindere sebbene espressa da persona di notorietà pubblica o istituzionale, chiedo cortesemente ospitalità al vostro quotidiano alfine di consentire una lettura definitiva all’opinione pubblica che ci legge sull’argomento che riguarda le modalità di applicazione del nuovo Verbale di Accordo che interessa i lavoratori del Progettone.
Partendo da quanto in premessa, si vuole dimostrare come le arroganti verità dei sindacati CGIL- Ianeselli Franco e Faggioni Sella Manuela, CISL- Lorenzo Pomini e Bastiani Fulvio, UIL- Alotti Walter e Meneghelli Andrea, siano in chiara e certificata concertazione con la stessa Provincia Autonoma di Trento rappresentata dal Vicepresidente Olivi Alessandro Assessore allo Sviluppo Economico (sebbene quest’ultimo si sia firmato a margine “per presa d’atto” non ne limita le responsabilità oggettive).
Non entrerò nel merito delle nefandezze contrattuali già ampiamente sviscerate da altri colleghi del Coordinamento Lavoratori Progettone, ma è mia volontà, per sommi capi, affrontare tutt’altro argomento, ovvero, la forma, la metodologia ma soprattutto la tempistica di come il nuovo Verbale di Accordo (contratto) sia stato ratificato, calato dall’alto senza collaborativo confronto democratico con gli stessi lavoratori.
Fine anno 2015, i sindacati CGIL, CISL e UIL, indicono assemblee nelle quali mettono al corrente i lavoratori del comparto Progettone di una proposta della PAT (riduzione oraria dal sapore di assist preventivo ai sindacati alla luce dei futuri eventi) riguardante la necessità di un rinnovo del contratto di lavoro che li interessa e quindi, gli stessi sindacati sono a richiedere l’autorizzazione di rappresentanza nella trattativa.
Nel frattempo le tre sigle sindacali in concertazione (non c’era nulla da concertare come più avanti vedremo) con i preposti della Provincia Autonoma di Trento e della Federazione Trentina della Cooperazione, “raggiungono una presunta intesa” (già concordata anzitempo) sui punti che andranno a formare il nuovo Verbale di Accordo del comparto Progettone.
Nel marzo 2016, con richiesta di convocazione di assemblee di zona, i tre sindacati invitano tutti i lavoratori del comparto Progettone a presenziare per “informazioni riguardanti il Contratto di Lavoro – Varie ed eventuali”.
Si badi che in queste assemblee i tre sindacati hanno posto a votazione dei pochi lavoratori rimasti sul finire, l’approvazione o meno per alzata di mano, della nuova proposta di contratto senza peraltro che tale votazione fosse stata preventivamente inserita nell’ordine del giorno.
Molti lavoratori non “convinti” di tale comportamento sindacale, dissentendo nei punti la nuova proposta contrattuale e valutando il modus operandi degli stessi sindacati non garante dei diritti dei lavoratori stessi, in seguito, si costituiranno nel Coordinamento Lavoratori Progettone, mentre altri chiederanno tutele a Unione Sindacale di Base in sigla USB e COBAS Sindacato di Base.
A questo punto, nel giugno 2016, il sindacato CGIL, convoca nuove assemblee dove i punti del giorno sono “Illustrazione, discussione e votazione rinnovo CPL Progettone – Varie ed eventuali”; fin qui nulla di strano senonchè alle assemblee sono convocati solo “Iscritti FLAI-CGIL del Trentino”.
Sempre nel giugno 2016, i sindacati stessi, dopo aver capito l’errore madornale ed inconcepibile, (ovvero qualsiasi sindacato rappresenta tutti i lavoratori e non solo gli iscritti ad esso) invitano i lavoratori del comparto Progettone a nuove assemblee prima presso le cooperative di appartenenza e successivamente a quelle generali di zona dove i punti del giorno sono quelli “corretti”; in queste assemblee non vi è stata possibilità di contraddittorio; una collega del Progettone dissenziente è stata persino aggredita fisicamente.
Nelle assemblee si è provveduto alla votazione per alzata di mano di chi a favore del nuovo contratto e di chi contrario in un clima tutt’altro che sereno, ma soprattutto si è dato atto ad una conta dei favorevoli che esprimeva un risultato di maggioranza non certificato come invece la situazione avrebbe richiesto.
Certo, quanto sopra è una sintesi molto limitata della fase evolutiva della TRATTATIVA, una trattativa che non c’è mai stata, una concertazione decisa anzitempo nelle buie stanze del palazzo tra le parti sociali, la PAT e tutto l’apparato Cooperativo.
Infatti il nostro nuovo contratto/verbale di accordo viene firmato già nel maggio 2016 e quindi, a noi poveri umani non è dato a sapere come mai la triplice sindacale abbia apposto la firma PRIMA del consenso richiesto ai lavoratori (indubbiamente la certezza di un risultato positivo).
A miglior intendimento di quanto sopra, nei capoversi successivi si leggerà qualcosa di ancora più sconcertante accaduto molto tempo prima.

Siamo nell’aprile 2014 e precisamente il giorno 12 ad ore 12.00 presso la Direzione Generale della Provincia Autonoma di Trento si sono incontrati: Provincia Autonoma di Trento, Organizzazioni degli Imprenditori e Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori per condividere (e firmare) un “Protocollo d’ intesa” titolato “Misure per lo Sviluppo Economico ed il Lavoro”.
Orbene, fin qui nulla di strano, tutto sembra rientrare in un accordo programmatico necessario senonchè, nel leggerlo attentamente, al punto 1. Leva Fiscale, capoverso cinque, si evidenzia un’ intervento che anticipa quanto effettivamente successo nella definizione del contratto, ovvero, vengono imposte “le deduzioni dall’imponibile dei premi di produttività e del costo dei lavoratori del <>.
Già in passato altri colleghi hanno spiegato ampiamente ed esaustivamente il danno che comporta e comporterà sul futuro pensionistico e non solo di tale applicazione contrattuale.
Ma allora, mi chiedo e ci chiediamo, la richiesta di rappresentanza nella contrattazione, le votazioni, le fatiche disumane della trattativa tanto sbandierata dai sindacati CGIL, CISL e UIL, (coloro che erano chiamati a salvaguardare i lavoratori) tutto una presa in giro? Già, i sindacati ci avevano svenduti, mercificati già allora e nonostante tutto ciò ancora sbandierano verità senza fondamento, macchiati dal tradimento nei principi per cui erano stati votati al loro nascere.
Certo, nessun firmatario di questo accordo che abbia interessato il nuovo “Verbale di Accordo” del comparto Progettone, stando ai fatti, ne esce bene, tantomeno il dott. Olivi Alessandro Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico che in questi ultimi mesi ha sempre elevato ed esaltato il contributo dei lavoratori del Progettone, forse solo per fini di anticipata propaganda politica ?
Il documento programmatico di cui sopra, invece, certifica che non è stato firmatario solo “per presa d’atto” ma che in tutto questo intreccio poco edificante risulta “essere primo attore e proponente” del disastro concertato ai danni dei lavoratori del Progettone.
Valvo Carlo – CLP

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Un commento

  • L’ ottimo articolo di Valvo Carlo, dimostra, se ancora ce n’era bisogno, che i sindacati conferderali hanno tradito la funzione per cui sono nati, cioè difendere il lavoro, e pensano solo a sopravvivere a se stessi.
    E questo non da ora, ma dal lontano 1993, quando, essendomene accorto, ho restituuto la tessera di UIL, tenuta per 15 anni, dopo essere stato anche nel Direttivo Provinciale del suddetto sindacato
    Il degrado dei sindacati collaborazionisti è lento ma fatale.
    Cosa aspettano i lavoratori a lasciare al loro tragico destino i traditori della classe operaia, e a passare in massa ai Sindacati di Base, i soli che adempiono alla loro originaria funzione?

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