Whirlpool, non un posto di lavoro vada perso.

Mentre a Roma stanno contendendosi il ruolo di chi attuerà meglio la macelleria sociale imposta in maniera golpista dalla Comunità Europea insieme a BCE e Fondo Monetario Internazionale in Trentino la crisi continua a mietere le sue vittime. Oggi è il caso della Whirlpool, dove l’azienda ha comunicato l’intenzione di arrivare a cento licenziamenti come conseguenza delle contrazioni di mercato legate al prodotto.
La Grecia dimostra senza tema di smentita che il colpo di stato monetario messo in pratica in Europa, le manovre di austerity imposte agli stati membri, non fanno altro che aumentare la recessione. Se il potere di acquisto della popolazione viene continuamente falcidiato, se i consumi vengono contratti, è impensabile rimettere in moto l’economia e casi come la Whirlpool saranno sempre più frequenti.
Da molti anni la scelta di modelli finanziari al posto di modelli produttivi, la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi potentati economici hanno impoverito la popolazione, stanno obbligando i lavoratori alla precarietà, alla flessibilità ed a modelli lavorativi ottocenteschi.
Il liberismo sta facendo pagare la sua crisi a chi questa crisi non ha voluto e la sua ricetta prevede di colpire cittadini e lavoratori attraverso la riduzione dei diritti sociali e del lavoro, i licenziamenti facili nell’industria e nel pubblico impiego, nuova precarietà, taglio dei salari, delle pensioni, del welfare, dei beni comuni, conquistati in decenni di lotte sociali, sindacali e politiche.
La vicenda Whirlpool si inserisce a pieno in questo processo politico economico. Noi chiediamo un intervento serio della Provincia: l’Assessore Olivi deve impegnarsi al massimo per ottenere risposte concrete, fatte di salvaguardia dei posti di lavoro e di piani industriali di riconversione produttiva, alla crisi che sta colpendo la multinazionale americana nella sua sede di Spini di Gardolo..
Occorre aprire una trattativa seria con la dirigenza aziendale per chiedere un impegno concreto sul mantenimento dei livelli produttivi e pretendere che la quantità di produzione annua dello stabilimento di Spini di Gardolo non scenda sotto i 500.000 pezzi annui, cifra limite per tenere in vita lo stabilimento (ricordiamoci che a Calw in Germania la Whirlpool aveva chiuso lo stabilimento nel momento in cui si era scesi sotto questo limite di pezzi prodotti). La crisi della Whirlpool è una crisi di prodotto, legata alla riduzione dei consumi posta in essere dalle politiche recessive in atto ed accentuata dalla fine delle politiche pubbliche di incentivo alla rottamazione, un prodotto insomma delle scelte economiche in atto e proprio per questo necessita che gli enti locali che con quelle politiche sostengono di non essere in sintonia operino per costruire risposte dove a pagare non siano i lavoratori.
Nessun licenziamento è accettabile, la situazione va affrontata attraverso i contratti di solidarietà garantendo a tutti il posto di lavoro. Per ciò che riguarda poi nello specifico la Whirpool di Spini di Gardolo, non possiamo non ricordare che questa ha beneficiato in passato di grandi aiuti pubblici, anche quando era evidente il tentativo dell’azienda di operare una pesantissima speculazione immobiliare sui terreni acquisiti a prezzo simbolico dagli enti locali: Allora la provincia ricomperò a prezzo di mercato le aree che aveva ceduto alla azienda e la Whirpool incasso 45 milioni di euro realizzando una enorme ed ingiustificata plusvalenza di natura immobiliare e speculativa.
A seguito di quella operazione, che criticammo non solo perché dispendiosa di denaro pubblico ma anche perché rivelava le reali intenzioni della Whirpool sullo stabilimento trentino (raschiare il fondo del barile dei contributi pubblici con metodi al limite della liceità e trasferirsi altrove!), si sostenne che la multinazionale americana aveva garantito la strategicità dello stabilimento di Trento e la prosecuzione di politiche di crescita e di nuova occupazione. Purtroppo la verità è venuta a galla in tempi brevissimi, ed ora spetta alla Provincia il porre in essere tutte le iniziative necessarie a far desistere la Whirpool dai suoi intendimenti.
Trento, 11 novembre 2011

Franco Porta

Consigliere Comunale di Trento

Rifondazione Comunista ( PRC )

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