Se due milioni vi sembran pochi

progettone5Due milioni di euro risparmiati grazie alla riorganizzazione contrattuale per il nuovo “Progettone 2.0” ha dichiarato Olivi alla presentazione dell’accorso sindacale del progettone il 18 maggio scorso.
Due milioni sottratte al salario dei lavoratori aggiungiamo noi. Si, due milioni prelevate dalle tasche di chi lavora grazie ad un accordo provinciale che dopo aver elevato l’età per l’accesso spostandolo da 50 a 53 anni per i maschi e da 45 a 49 anni per le lavoratrici, ristretto a meno di 5 anni dalla pensione il requisito per poter essere assunto a tempo indeterminato ha ridotto il salario dei lavoratori mediamente di 1700 euro annue.
Un taglio che passa per la cancellazione della 14^, dello scatto di anzianità, della I^ fascia indennità trasporto, dell’indennità presenza a fronte di una manciata di spiccioli e del buono pasto con ulteriore abbassamento della futura pensione.
Un accordo che stride contro le dichiarazioni di Olivi riportate dall’ufficio stampa della provincia dello scorso 9 maggio quanto sosteneva che il progettone è un’intuizione felice che oggi assicura un lavoro e uno stipendio a oltre 1600 persone, contribuendo a creare una società più equa e solidale. Non si tratta però di assistenzialismo ma di lavoro vero al servizio del territorio, che in questo modo è presidiato e conservato meglio, e della comunità.
Olivi su questa vicenda si comporta come il dottor jekyll e mister hyde.
Siamo davanti ad un grande “grande imbroglio” fatto sulla nostra pelle dei lavoratori del progettone per salvaguardare il bilancio provinciale e quindi un atto di arroganza senza precedenti delle confederazioni sindacali che in data 18 maggio 2016 hanno firmato l’accordo provinciale del “Progettone” senza informare compiutamente i lavoratori e sottoporre il testo ad un voto trasparente, informato e certificato.
Non solo Ma ci troviamo davanti ad un accordo che scarica su un settore debole i costi di un’operazione di facciata dietro il quale si nasconde un pesante attacco ai diritti ed al salario degli oltre 1600 lavoratori del progettone.
Noi intendiamo smascherare e contrastare questo giochetto messo in piedi da sindacati complici, le cooperative e la PAT
In una battaglia difficile ma necessaria.
Per questo nell’incontro di oggi con i consiglieri di opposizione abbiamo chiesto di aiutarci in questa nostra lotta per cambiare alla radice questo brutto accordo.
Abbiamo chiesto ai consiglieri di intervenire nei confronti della Giunta provinciale affinché si sospenda l’entrata in vigore di questo accordo, si avvi un percorso che a settembre porti ad una grande consultazione democratica PLURALE, DEMOCRATICA e TRASPARENTE.
Abbiamo chiesto che la provincia aumenti LO STANZIAMENTO DELLE RISORSE PROVINCIALE PER IL PROGETTONE perche la la necessaria solidarietà con i lavoratori licenziati non può ricadere sui lavoratori e lavoratrici del progettone ma sull’intera collettività Trentina.
Solidarietà che riteniamo più che necessaria visto che il tasso di disoccupazione trentino è passato dal 2,9% del 2007 al 6,8% del 2015 e che tradotto in numeri assoluti significa che le persone in cerca di lavoro sono passate, nello stesso periodo, da 6.700 a 17.000.”

p USB Lavoro privato
Ezio Casagranda

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