Scuola: La lotta non si ferma

I GOVERNI PASSANO I PROBLEMI RESTANO
LA SCUOLA E’ VITTIMA DI UNA CONTESA IDEOLOGICA PERENNE
Le organizzazioni sindacali firmatarie dell’ultimo contratto dei docenti della PAT sostengono nei loro documenti e comunicati che è stato firmato un buon contratto. Non riusciamo a condividere questo ottimismo.
Economicamente sono stati acquisiti aumenti risibili di fronte alle perdite subite in quasi dieci anni di vacanza e/o blocco contrattuale accettando i vincoli di bilancio definiti senza alcuna attenzione ai carichi di lavoro irrazionalmente scaricati sulla vita scolastica. Le modifiche all’art. 26 sono minimali e non toccano la struttura dei carichi di lavoro delle/i docenti delle scuole del Trentino. La sostituzione del personale assente così come prevista continua a gravare pesantemente sia su chi lavora che sulla qualità del servizio.
Il contratto è stato piegato ai dettati della “buona scuola” in versione Trentina promuovendo ogni utile supporto alle funzioni di comando della scuola, senza alcuna attenzione all’autonomia didattica degli istituti, svalorizzando sempre più la funzione del Collegio Docenti come luogo di elaborazione didattica e educativa.
Ribadiamo che per noi “l’alternanza scuola lavoro” è incompatibile con la scuola e con il lavoro. Non si può continuare a essere complici di un simile orrore.
Il CLIL così detto è una metodologia didattica importante, ma deve rientrare nelle piene competenze di progettazione del Collegio Docenti e sottratto agli interventi della politica.
La democrazia sindacale sarà una parola vuota fino a quando non si potrà arrivare a eleggere le Rappresentanze Sindacali Unitarie RSU come in tutto il resto d’Italia.
Chissà poi perché di contratto in contratto si amplia sempre più la parte dedicata alla disciplina, cosa che, oltre a rendere più sbrigativo il licenziamento,contribuisce a sostenere la campagna contro chi lavora nel pubblico e a alimentare l’ostilità nei confronti delle lavoratrici e ai lavoratori della scuola, di cui abbiamo esempi ormai quotidiani. Allo stesso tempo viene disattesa la necessità, sia pure timidamente ammessa, di scrivere il contratto in lingua italiana chiara e semplice, sfrondato di ogni ridondanza e interferenza.
A questo proposito ribadiamo, in piena controtendenza, che siamo contrari allo smantellamento della sanità e della previdenza pubbliche e riteniamo le organizzazioni sindacali CGIL CISL e UIL direttamente responsabili della deriva privatistica in corso in particolare con il loro sostegno a Sanifonds e Laborfonds. I relativi contributi debbono rientrare nella piena disponibilità delle lavoratrici e lavoratori o convogliati in sanità e previdenza pubbliche.
Lavoratrici e lavoratori che attendono da anni di vedere finalmente riconosciuto il loro diritto di lavorare nella scuola senza altro vincolo che non siano i loro titoli, i servizi prestati, la loro competenza e la loro passione, vedono di nuovo un governo all’opera per smantellare ogni ragionevole e sereno processo di accesso al lavoro nella scuola, complicando tutto invece di fare l’unica cosa utile: semplificare i percorsi di accesso, svolgere correttamente e tempestivamente i concorsi previsti, ridurre il triennio di TFA, tirocinio formativo attivo.
Prepariamoci alla mobilitazione recuperando la dignità del ruolo e la solidarietà di categoria bruciata sull’altare delle miserabili mance fedeltà denominate “bonus” per merito.
Le lavoratrici e i lavoratori della scuola devono smettere di affidare il loro destino ai governi che hanno scelto la scuola come luogo di sadico esercizio dei loro paradigmi ideologici sgangherati e a chi accetta condizioni così pesanti di arretramento delle condizioni economiche e di lavoro nella scuola e un attacco così forte alla scuola pubblica.
LA SCUOLA E’ UN BENE PUBBLICO INALIENABILE
USB Lavoro Pubblico – Scuola del Trentino

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