Trasporti: retorica politica e realtà di un lavoro usurante

In questi giorni il trasporto pubblico locale è ritornato alla ribalta, non tanto per le sue problematiche ma sopratutto per l’attacco concentrico Governo e grandi testate giornalistiche ai diritti dei lavoratori.
Ha iniziato le danze il ministro Delrio con la revoca per decreto di uno sciopero regolarmente dichiarato in spregio al dritto Costituzionale e la sua proposta di cancellare il diritto di sciopero e con l’abrogazione dell RD 148/31 per favorire i processi di privatizzazione del TPL.
In Trentino oltre queste problematiche si aggiungono i problemi della SICUREZZA del personale viaggiante e del mancato riconoscimento della loro dignità.
Sul versante della sicurezza le aggressioni subite dagli autisti di questi ultimi mesi sono la conferma che sulla sicurezza la proprietà “viaggia troppo a rilento”, anzi è proprio ferma mentre la situazione dei lavoratori precipita sempre di più.
Trentino Trasporti ha usato l’elemosina di una quota del biglietto venduto a bordo per “convincere” i sindacati complici che questo avrebbe aumentato la paga dell’autista e ridotto l’evasione degli utenti.
Purtroppo i fatti danno ragione a quanti, come USB, da sempre ha contestato questo accordo in quanto nei fatti aumenta i rischi personali dell’autista il quale deve assumersi la responsabilità di bloccare il mezzo in caso in cui l’utente sia sprovvisto di biglietto viaggio e si rifiuti di pagarlo a bordo con tutti i rischi che questo comporta e che purtroppo la realtà si è incaricata di confermare.
Per una manciata di centesimi l’autista si vede caricato di compiti e mansioni aggiuntivi alla bigliettazione da fare a titolo gratuito come, compiti di controllo, di verifica, di maneggio denaro o compiti di pulizia che dovrebbero essere svolti da personale apposito (vedi controllori)
Invece, il lavoratore si trova solo, abbandonato e con un forte rischio per la sua incolumità personale mentre la Trentino Trasporti e assessorato si vantano che la bigliettazione a bordo avrebbe ridotto l’evasione del biglietto.
Un risultato ottenuto con il peggioramento delle condizioni di lavoro degli autisti, ai quali non viene riconosciuta nemmeno la pausa dei 24 minuti dell’agente unico e ben si guarda dall’affrontare i veri problemi che assillano i cittadini rispetto al trasporto pubblico urbano.
Dal costo elevato del biglietto per tratte brevi, l’assenza di corsie riservate, semafori intelligenti, utilizzo delle apps, strisce gialle di delimitazione e garanzia alle fermate, mancanza di misure atte ad evitare un carico di passeggeri oltre il limite consentito dalla carta di circolazione, ecc. problematiche che assessore e azienda si guardano bene dall’affrontare perché questo comporterebbe un piano industriale che manca e contrasta con il loro unico obiettivo: fare profitto.
Infatti, con la complicità dei confederali continuano a chiedere collaborazione e senso di responsabilità ai lavoratori, guardandosi bene dal garantire la sicurezza e la regolarità dell’esercizio e rendere dignitose le condizioni di lavoro o affrontare il problema, apparentemente meno importante, ma, in realtà molto più incombente e quotidiano dei bagni al capolinea.
Infatti se ai lavoratori, come da USB più volte e per ora inutilmente denunciato, non hanno un bagno dignitoso e mancano i bagni per le donne non si può parlare di lavoro dignitoso.
Come Usb siamo intenzionati a continuare la battaglia per chiedere la modifica dell’accordo della bigliettazione a bordo e per un accordo che aumenti la sicurezza dell’autista e degli utenti e dare dignità al lavoro di autista.
P USB Trentino
Ezio Casagranda

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