Progettone: Incontro con la 2^ Commissione

Presidio progettone1Mercoledì 27 luglio i lavoratori e le lavoratrici del progettone incontreranno la seconda Commissione legislativa del Consiglio provinciale.
L’incontro richiesto (da Usb e dal Coordinamento Lavoratori Progettone) a margine del presidio di mercoledì 13 luglio in occasione del Consiglio provinciale effettuato dai lavoratori e dalle lavoratrici del progettone per contestare metodo e merito dell’accordo provinciale del 18 maggio 2016.
A su tempo contestammo il metodo, poco democratico e per niente trasparente, usato dal sindacato tanto che la triplice ha dovuto organizzare, in tutta fretta, le assemblee di zona per spiegare il contratto, dopo che nella conferenza stampa del 18 maggio sostennero che il contratto ha trovò il 93% dei consensi.
Smentiti da se stessi: si potrebbe definire la situazione un po kafkiana se non fosse per il fatto che oltre 1600 lavoratori si vedono ridurre salario e pensione.
Noi restiamo convinti che è possibile trovare una nuova intesa che sappia riconoscere il valore e la professionalità di chi lavora del progettone che non sono ne “fancazzisti” come gli ha definiti un sindacalista, ne “lavoratori assistiti” come sostengono CLA (Consorzio Lavoro e Ambiente) e l’assessore Olivi.
Per questo attendiamo ancora di incontrare l’assessore Olivi per illustrargli, se fosse necessario, le nostre proposte di merito e di metodo per far si che ai lavoratori del progettone sia garantito salario e pensione trovando le risorse per una vera solidarietà da altre entrate, a partire dall’utilizzo di una quota di risorse provenienti dalla “nuova tassa di soggiorno” varata nel corso del 2015.
Nel metodo riteniamo indispensabile indire un referendum fra tutti i lavoratori con assemblee informative dove tutte le organizzazioni abbiano diritto di parola e di cittadinanza per poi procedere con una votazione segreta e certificata da una apposita commissione elettorale.
Questo visti i loro dati sulle assemblee (per i quali non sarebbe male una verifica) hanno partecipato 600 lavoratori e quindi nemmeno il 50% degli aventi diritto.
Per quanto riguarda l’occupazione ribadiamo che noi non ci stiamo al gioco della triplice e dell’assessore della guerra fra poveri contrapponendo salario con il lavoro. Noi restiamo convinti che se andassimo ad una valorizzazione del lavoro del progettone sarebbe possibile dare occupazione non solo ad ottanta persone ma a tutte quelle persone licenziate e che oggi sono nelle condizioni previste dalla legge ma non possono accedere accedere al progettone per via dei tagli imposti dalle politiche di austerità provinciali.
Questo andiamo a sostenere nell’incontro con la seconda Commissione che è possibile una strada alternativa a quella praticata con l’accordo del 18 maggio 2016. Una strada non solo possibile ma anche auspicabile per il bene dei lavoratori del progettone e per quanti aspettano di entrarci o per quelli che (vedi marangoni) nei prossimi mesi rischiano di perdere il lavoro.
Per questo contrastiamo con forza non solo i contenuti di questo accordo ma anche la sua filosofia sancita nella premessa dove si scrive che le risorse vanno individuate senza pesare sul bilancio provinciale.
Se la strada è questa per i nuovi disoccupati non c’è futuro in quanto agli attuali lavoratori del progettone non si può togliere anche la 13 mensilità. La solidarietà deve essere di tutto il Trentino e quindi vanno individuate risorse dentro il bilancio provinciale, non viceversa.
Non siamo disposti ad accettare una penalizzazione dei lavoratori per far quadrare il bilancio provinciale, specialmente dopo gli scandali dell’aumento ai consiglieri, dei vitali, dei soldi persi in derivati, in consulenze non sempre utili, ecc.
La dignità dei lavoratori e delle lavoratrice del progettone non può essere sacrificata sull’altare di una austerità provinciale a senso unico.

USB Trentino
Ezio Casagranda

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