Glas Müller, quando il padrone chiama ….

Ancora una volta quando il PADRONE chiama i SERVI rispondono e sottoscrivono un accordo capestro a danno dei lavoratori.

Questo è quanto avvenuto presso la Glas Müller di Bolzano dove da febbraio è in corso una vertenza sindacale per definire un nuovo accordo sull’orario di lavoro.
Una vertenza mal digerita dalla proprietà e la padrona signora Christine Müller non ha digerito le richieste di un gruppo di lavoratori, che si sono organizzati in USB lavoro Privato, ed ha risposto con una sequela di contestazioni disciplinari fino al licenziamento ritorsivo di un lavoratore.
Mentre i lavoratori scioperavano e protestavano in piazza contro questo atteggiamento repressivo della proprietà Cgil e Uil, che contano meno iscritti di USB, alla chetichella e con fare carbonaro hanno sottoscritto un accorso sulla flessibilità senza mai informare e/o coinvolgere i lavoratori.
In fatti i lavoratori si sono visti, a sorpresa, proporre, nell’assemblea di ieri 13 giugno, una ipotesi di accorso che nessuna conosceva o aveva discusso così come nessuno sapeva che ci fosse una trattativa in corso.
Cgil e Uil con questo accordo hanno avvallato la gestione unilaterale e e per alcuni versi ricattatoria, dell’orario di lavoro da parte aziendale. Hanno firmato un accordo che penalizza i lavoratori nel tentativo di silenziare la protesta di quanti non sono disposti a rinunciare alla loro dignità per sopperire alla disorganizzazione aziendale.
Questi sindacati connivente con l’azienda non solo non ha coinvolto i lavoratori nella costruzione delle proposte e nella gestione della trattativa ma in assemblea non ha esitato ad utilizzare argomentazioni come “altrimenti l’azienda chiude” per creare una situazione di paura e carpire un voto favorevole a questo accordo che peggiora ulteriormente le loro condizioni in fabbrica.
Se fra Giotto e Cimabue si dice che l’allievo ha superato il maestro con l’accordo della Glas Müller questi signori hanno superato il padrone nell’uso dei ricatti e della paura per far ingoiare ai lavoratori un accordo che in alcune parti peggiora quello precedente e sancisce la totale discrezionalità della Direzione aziendale sull’orario di lavoro e quindi sul vostro tempo di vita.
La fabbrica non è un negozio di frutta e verdura dove il prodotto può deperire e il settore del vetro industriale non viaggia con ordini giornalieri ma con programmazione almeno trimestrale in quanto le case, i negozi, ecc le devono costruire prima mettere gli infissi e le vetrate.
Per questo come USB restiamo convinti che questa esasperata richiesta di disponibilità si nasconda non solo cattiveria e un tentativo di occultare la disorganizzazione interna ma nasconda la forte preoccupazione che i lavoratori riscoprano i loro diritti e la loro dignità, oggi sacrificati sull’altare della produzione grazie alla complicità di Cgil e Uil.
Come USB abbiamo chiesto di fare un’ora di ASSEMBLEA per Mercoledì 21 giugno 2017 dalle ore 11,00 alle ore 12,00 per illustrare le ragioni per riteniamo NEGATIVO l’accordo del 13 giugno 2017.
Solo un sindacato indipendente dai partiti e dalle imprese può garantire il riscatto dei lavoratori e per questo è importante organizzarsi in USB
p. USB Trentino Alto Adige – Ezio Casagranda

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