Ciclismo e turismo sostenibile

Pubblichiamo volentieri questa lettera che Antonio Marchi ha inviato al direttore del Corriere del Trentino. Ci sembra interessante per le riflessioni contenute in merito alle modalità di “incentivazione” turistica della PAT.
La redazione.
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Caro Direttore, non so te, ma a me sembra assurda la “trovata”…
Al limite dell’incredibile l’articolo apparso oggi sul “Corriere del Trentino”!
Non si trovano i soldi per fare un allacciamento ciclabile a Nord (bus de Vela) e a sud (strada dei Crozi) che permetterebbe ad una moltitudine di cicloturisti stranieri e italiani di collegarsi alle già esistenti piste ciclabili della Valle dei Laghi e della Valsugana (senza incorrere in incidenti stradali o fisici), favorendo e incrementando il movimento turistico con le reali e bisognose ricadute economiche locali…ma si trovano invece per dare censo ad una “trovata” pubblicitaria, uscita da una parassitaria struttura della Provincia dal nome altosonante di “accademia della montagna”…Per fare cosa?
Etichettare 14 passi dolomitici con dedica… 14 salite trentine a 14 corridori professionisti locali. Pazzesco e assurdo!
Sull’onda della nota salita del Bondone dedicata a Gaul (ma , Marco Pantani a parte, la grandezza di Gaul non è paragonabile neanche a tutti i corridori trentini messi assieme…) si vorrebbe fare pubblicità di “grandeur” dando sfoggio di opulenza provinciale e narcisismo ciclistico per attirare “folle” fanatiche di un ciclismo
“perso” che cerca ben altro  che l’emulazione o adorazione dei loro “eroi” (uscire dal sempre presente sospetto di doping).
Spero che questa “follia” non vada in porto e che altri cicloturisti (di vecchia e nuova data), si facciano vivi e facciano sentire la loro protesta contro un esproprio di danaro pubblico che impedisce – da troppo tempo –  una circolazione fluida per pedalare senza intoppi in lungo e largo il Trentino. Ci sono tante croci sui monti come
sentinelle di fede e di speranza, croci e altari sono disseminate per le strade come monito di sciagure…  non ci manca niente e non c’è bisogno di “trovate” turistico-sportive per fare più “belle” e interessanti le salite, sono già belle e interessanti e questo ci basta.
Antonio Marchi

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