USB Trentino: NO(t) ai Ticket

not trentoDopo lo scandalo vitalizi e l’orsa Daniza, l’aumento dei ticket e la cancellazione dell’appalto per il NOT da parte del Consiglio di Stato sono gli emblemi del fallimento di una politica di un centrosinistra ormai fotocopia della destra nostrana, sia nazionale che locale.
Passata la sbornia elettorale i nodi vengono al pettine e questa giunta non riesce a trovare soluzioni che siano diverse da quelle fallimentari delle regioni e provincie limitrofe.
Davanti all’azzeramento dell’appalto NOT questa giunta non trova di meglio che prendersela con i giudici “.. gli avvocati lavorano più dei muratori..” e aumentare i ticket sanitari per racimolare qualche euro dalle tasche dei cittadini.
Una scelta vergognosa e classista se pensiamo che mentre si colpiscono i cittadini aumentando la pressione fiscale sui redditi fissi questa Giunta provinciale nella riunione del 29 settembre “ha deliberato un aumento di capitale per complessivi 4.709.490 euro, la quota di competenza del socio Provincia nella società Tunnel Ferroviario del Brennero per la quota di capitale prevista a carico del Trentino per l’anno 2014.” mentre “Per il 2015, la quota prevista corrisponde a circa 7,8 milioni di euro.” (vedi Comunicato della provincia nr 2421 del 29 settembre 2014).
Oltre 12 milioni in due anni regalati per costruire un’opera inutile e costosa anziché utilizzarli per finanziare tante piccole opere edili o per finanziare innovazione, formazione, giovani e sostegno al reddito.
Per noi questo atteggiamento è politicamente vergognoso e moralmente indecente.
Si continua a spremere i cittadini mentre si regalano milioni ai distruttori dell’ambiente mentre un’assessora troppo zelante imprime una forte accelerazione a quel progetto di centralizzazione della sanità che si fonda sul NOT, avviando un percorso di una lenta ma inesorabile chiusura degli ospedali periferici.
Se non ci sono 500 nascite l’anno viene meno la qualità e i costi non tornano – sostiene la Borgonovo Re che, da quanto ha assunto il ruolo di assessore, sembra aver rimosso l’esperienza maturata come difensore civico – come se partorire un figlio fosse una questione di costi come la produrre un’atomobile o una lavatrice.
Una scelta che in nome di un presunto efficientismo e nel nome di una qualità che dovrebbe essere garantita in loco, si impongono ai pazienti lunghi viaggi e si aumentano i costi a carico del cittadino (spostamento) e si assesta un duro colpo ai servizi di valle che a mio avviso sono da sviluppare per evitare il lento abbandono delle valli per la città.
A coronare il tutto arriva la sentenza del consiglio di Stato che azzera l’appalto per il NOT dopo che il TAR aveva rilavato incongruenze pesanti, denunciate dal PRC in campagna elettorale ma che stranamente non hanno trovato spazio sulla stampa locale, tutto protesa a decantare le meraviglie del NOT e di protonterapia (a proposito la Mantovani e indagata in diversi scandali per le grandi opere dall’Expo e Mouse).
Come sindacati di base chiediamo alla giunta provinciale di cogliere l’occasione della sentenza che boccia l’appalto del NOT per fermare il tutto e aprire una discussione sul sistema sanità in trentino che coinvolga: cittadini, amministrazioni e lavoratori del settore.
Infatti con il NOT viene dato in gestione ai privati il pilastro portante della sanità trentina e questa scelta inciderà pesantemente su come funzionerà il sistema sanità in Trentino.
Per questo riteniamo importante avviare un reale percorso informativo e partecipato per poi arrivare ad un referendum consultivo a livello provinciale per decidere se costruire il NOT o se la sanità debba rimanere pubblica, gratuita ed efficiente.

USB lavoro privato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.