Superare le discriminazione del bonus Renzi

Penso che la decisione del Governo, cosi detto del cambiamento, di togliere gli 80 euro del bonus Renzi, sia oltre che inaccettabile moralmente indecente.
Come USB abbiamo sempre criticato la scelta di Renzi di procedere con i Bonus perché frutto di una politica fatta di mance più o meno caritatevoli escludendo i più poveri ed i pensionati.
Se poi la cancellazione degli 80 euro dovrebbe servire per finanziare la flax tax siamo davanti ad una scelta di classe che toglie ai poveri per dare ai ricchi.
Per questo USB ritiene che i difensori del bonus Renzi così com’è o chi lo vuole eliminare, siano le due facce della stesa medaglia, e cioè di stare dentro i parametri dell’austerità imposti dall’Europa senza affrontare il tema dell’evasione fiscale da una parte e dell’erosione dei salari reale dall’altra.
Non è casuale che in Italia sia in aumento l’evasione fiscale e il cosiddetto “work-poor” lavoro povero e sottopagato.
Per questo mi sarei aspettato dalla triplice non solo una contrarietà al taglio degli 80 euro ma un rilancio della richiesta di dare questo bonus anche a chi ha un reddito inferiore agli 8000 euro annui ed ai pensionati con una pensione inferiore a 26000 euro.
Si allargherebbe così la platea degli aventi diritto, ma sopratutto sarebbe un’operazione di equità e giustizia sociale. Infatti gli 80 euro servono anche, forse di più che ad altri, a chi ha un reddito da fame, inferiore agli 8000 euro e quindi naviga in una situazione di povertà accertata.
Andrebbe a superare la discriminazione fra salario e pensione in quanto un reddito sotto gli 8000 euro è un reddito da fame sia per il lavoratore che per il pensionato.
Da un governo del cambiamento mi sarei aspettato interventi finalizzati al superamento delle discriminazioni sociali contenute nel bonus Renzi, non la sua cancellazione per finanziare un sistema fiscale che premia i ricchi e penalizza i poveri.
Inoltre mi sarei aspettato da quanti pensano di rappresentare il mondo del lavoro e la società civile una reazione non solo di contrarietà alla proposta governativa ma il rilancio della lotta per una riforma radicale del sistema fiscale, patrimoniale compresa, rivendicando da subito l’allargamento del bonus ai redditi bassi ed ai pensionati.
Purtroppo devo prendere atto che dal MS5 alla Lega fino alle tre confederazioni quando si tratta di utilizzare risorse per i lavoratori ci sono le compatibilità da rispettare, quelle compatibilità imposte dall’Europa che spesso vengono ignorate quanto si tratta di altre categorie sociali.
Usb Continuerà nella sua lotta per chiedere una riforma fiscale strutturale che faccia pagare le tasse ai ricchi, agli evasori ed ai possessori dei grandi patrimoni immobiliari mantenendo la progressività del sistema fiscale previsto dalla nostra Costituzione.
La flax tax cancella questo principio costituzionale e quindi sembra che l’unica cosa che questo governo vuole cambiare sia la Costituzione.
Renzi lo voleva fare con un referendum, sonoramente bocciato dagli elettori, questi lo fanno attraverso singoli atti di governo come la flax tax o la chiusura dei porti.
Ezio Casagranda

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