Sad: Sciopero pienamente riuscito

Ora la Provincia si assume le sue responsabilità
Oggi i lavoratori e le lavoratici della SAD hanno nuovamente incrociato le braccia ed hanno scioperato in tanti con percentuali che hanno toccato punte di oltre il 90% (Bressanone, Gardena, Chiusa, Cavalese, Val Venosta, Val Passiria, ecc) o punte oltre l’80% come ad Egna nel settore gomma e una grande partecipazione anche sul ferro dove sono stati soppressi ben 11 treni.

Uno sciopero contro l’arroganza dell’azienda, per la difesa della dignità del lavoro e del salario, contro turni massacranti imposti dalla SAD con nastri orari di 15 ore giornaliere che mette in discussione la sicurezza del lavoratore ma anche quella del cittadino che usa il mezzo pubblico.
Hanno scioperato in difesa del trasporto pubblico “bene comune” la cui difesa riguarda sia i lavoratori del settore ma anche i cittadini e per questo abbiamo ribadito la necessità che questo fondamentale servizio sia tolto dalle grinfie del profitto e portarlo in mano pubblica al fine di garantire maggiore efficienza, condizioni di lavoro dignitose e maggiore sicurezza sia per i lavoratori che per i cittadini.
La SAD ha tentato con un comunicato di sminuire la grande partecipazione dei lavoratori allo sciopero con dati che, come le del famoso sondaggio promosso e finanziato da Sad, sono poco credibili e finalizzati esclusivamente a gettare fumo egli occhi alla cittadinanza nel tentativo di nascondere, dietro uno presunto scontro sui dati, il vero motivo della sciopero che mette sotto accusa questa dirigenza.
Non solo ma i dati forniti dall’azienda hanno la stessa credibilità delle affermazioni sulla disponibilità ad un esame congiunto delle condizioni di lavoro avanzata al Commissariato del Governo dove ci ha presentato un documento irricevibile nel metodo e nel merito.
Una dirigenza che vuole gestire un settore delicato come quello del trasporto di persone con le stesse logiche di una qualsiasi industria manifatturiera dimentica che gli autobus non sono catene di montaggio e che la guida di un autobus non è come stare in ufficio ma richiede al lavoratore sempre la massima attenzione, comporta una grande responsabilità e non prevede tempi morti, pause o momenti di attesa.
Oggi abbiamo anche chiesto con forza una presa di posizione chiara da parte della Provincia la quale non può rimanere immobile o peggio equidistante in questo scontro cercato e voluto dalla dirigenza di SAD.
Una disdetta che oltre a colpire la condizioni economiche e normative dei lavoratori vuole far dimenticare che questa azienda è stata multata per aver commesso oltre cento violazioni delle norme contrattuali e di legge in materia di orario.
Ed ora pretende di rendere normale un orario di lavoro settimanale di 48 ore di effettivo lavoro, in violazione del CCNl che prevede un orario di 39 ore settimanali, portare il nastro orario a 15 ore settimanali e quindi rendere le condizioni di lavoro impossibili e aumentare i fattori di rischio per i cittadini che usano il trasporto pubblico.
I fatti di questi ultimi giorni che hanno coinvolto il trasporto di persone dovrebbe far riflettere la Provincia sul fatto che una situazione di sfruttamento esasperato può essere causa di pericolosi incidenti.
Per questo durante il presidio è stato ribadita la richiesta fatta all’assessorato di dare seguito all’articolo 19 della legge provinciale in materia e quindi revocare la concessione a questa azienda che viola le norme contrattuali e cancella la dignità del lavoro.
Lo sciopero odierno, l’alta partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici sono la conferma che la strada intrapresa dalla dirigenza SAD è senza sbocchi e che l’unica strada è il ritiro della disdetta (richiesta anche in fase di confronto al Commissariato del Governo) e l’avio di una discussione che riconosca pari dignità fra dirigenza e rappresentanti dei lavoratori. Cosa che fino ad oggi è stata negata nei fatti e nei comportamenti aziendali.
Nei prossimi giorni siamo intenzionati ad organizzare delle assemblee informative con i lavoratori per fare il punto della lotta e assumere altre iniziative per fare recedere SAD dalle sue posizioni oltranziste e ricattatorie.

P USB Lavoro Privato
Ezio Casagranda

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3 commenti

  • Scusate se questo commento non è attinente con il tema del’articolo.
    Non sottovaluto i problemi particolari, ma sono attratto irresistibilmente dalla politica di alto profilo.
    “Ubi major minor cessat”.

    “Se pensate che i popoli siano disposti a rinunciare alle proprie PASSIONI per salvare il portafoglio, vi sbagliate”.
    Ramon.

    I Nazionalismi e gli Indipendentismi sono state le PASSIONI che hanno scatenato la prima guerra mondiale, che ha disgregato gli Imperi Centrali e quello Ottomano.
    Lo stesso per la recente guerra dei Balcani con il disfacimento della Yugoslavia.

    La Catalogna è una delle Regioni più ricche d’Europa.
    Ma sembra che le passioni prevalgano sugli interessi economici.
    La dichiarazione di indipendenza della Catalogna sembra confermare il paradosso di Ramon.
    Sapranno gli Indipendentisti Catalani far seguire i fatti alle velleità verbali, e andare fino in fondo?
    Oppure si fermeranno in mezzo al guado, col rischio di affondare?
    Nel primo caso sarà guerra civile. Non è la prima volta che accade il Spagna.
    Contingenza socio-politica interessantissima da seguire attentamente.

  • SCIOPERO SAD: un SUCCESSO!

    Ottimo lavoro del Sindacato USB.
    Gli operai, traditi e abbandonati per anni dai sindacati paraculi CGIL-CISL e UIL, si stanno svegliando e ribellando sotto la guida materiale e ideale dei Sindacati di Base.
    Incominciano a capire che la rassegnazione e l’individualismo non pagano.

    Fra poco prenderanno coscienza che, aver assunto i modelli di vita borghesi del conformismo e dell’individualismo consumistico, non solo non li ha resi più liberi e felici, ma ancora più schiavi.
    La parola d’ordine d’ora in poi deve essere: alzare la testa e ribellarsi ad ogni sopruso!
    Costi quel che costi.

    RESISTERE.
    DURARE NEL TEMPO.
    RISPONDERE COLPO SU COLPO.
    Fino alla vittoria finale sul marcio e perverso Capitalismo.

  • Chiedo scusa per la non pertinenza di codesto commento con il tema del’articolo.

    IL TEMPO DELLE CAROTE.

    Mancano 4 mesi dalle elezioni politiche e un anno da quelle provinciali.
    È iniziata la campagna elettorale, con distribuzione da parte del governo di CAROTE, alcune delle quali nel culo.

    Il bastone nel frattempo è tenuto ben nascosto, in attesa di essere usato costantemente per i prossimi 5 anni.

    Il “popolo” si lascia facilmente sedurre.
    Perché?
    Perché questa parola è un vano “flatus vocis”, dietro il quale non esiste piu’ nulla.
    Al suo posto c’è la plebaglia, che si lascia sedurre per 4 mesi e bastonare per 5 anni.
    La tragedia antropologica e sociale è che un popolo libero e responsabile non esiste più.
    La democrazia, moribonda, e’ stata scalzato dalla OCLOCRAZIA.
    ( Dal greco Oklos= plebe e Krateo= comando.)

    La mentalità plebea, rivoltosa e quindi antirivoluzionaria, è complice e complementare a quella del Potere Tecnologico-Finanziario Internazionale.

    Personalmente non andrò a votare.
    La scheda elettorale non costa nulla e non vale nulla.
    Un rito, un tempo nobile e fertile, che è diventato penoso, inutile e autolesionistico.

    Perché dovrei scegliere fra diversi generi di merda?
    Il sistema sedicente democratico offre ormai solo questa sostanza.

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