Non ci arrenziamo. Domani si contesta Renzi

renziLa Camera ha approvato, con un voto a scrutinio segreto la nuova legge elettorale – detta Italicum – con 334 sì e 61 no. Le opposizioni unite sono uscite dall’Aula di Montecitorio al momento del voto. Diversi esponenti della minoranza Pd hanno votato no. I deputati di M5S, FI, Sel, Lega e Fdi sono usciti dall’aula.
L’Italicum entrerà in vigore dal luglio 2016, premio di maggioranza alla lista che supera il 40% dei voti, o ballottaggio tra i due partiti più votati se nessuno supera quella soglia, sbarramento al 3% e capilista bloccati.
Oggi è stato abbattuto un pilastro fondante della nostra Costituzione che sanciva l’eguaglianza del voto. L’italicum sancisce che il voto dato al partito di maggioranza vale di più di un voto dato ad un partito di minoranza.
Naturalmente il tutto motivato dalla necessità di garantire la governabilità. Una governabilità che nella realtà significa sudditanza e obbedienza alle decisioni assunte dalla troika e dalla grande finanza speculativa.
Renzi ora si appresta, su ordine della Jp Morgan (la banca americana) a demolire anche il secondo pilastro della Costituzione trasformando il Senato in un manipolo di servitori nominati e fedeli al capo.
Oggi Renzi sostiene di aver vinto ma questo poco importa, oggi è stata sconfitta la democrazia intesa come partecipazione dei cittadini alla vita politica, dove un parlamento illegittimo (lo dice la Corte Costituzionale) eletto con il “porcellum” e composto da tanti, troppi inquisiti, oggi ha votato una legge molto peggiore. Una vera legge truffa che sembra la fotocopia della legge acerbo.
Oggi abbiamo visto il peggior renzismo-gattopardico che chiude i ranghi, protegge il sedere e la poltrona di tutti coloro che lo fanno esistere, che giustifica il latrocinio di Stato e la ruberia del denaro pubblico di cui si nutre come nei casi delle grandi opere, dal Tav all’Expo.
Per questo mi associo a quanti chiedono a Mattarella in quanto garante della Costituzione di non firmare questo scempio della democrazia e della Costituzione nata dalla resistenza.
Noi, non ci “arrenziamo” e domani saremmo in piazza in difesa della Costituzione e dei diritti del lavoro, per contestare Renzi e le sue politiche neoliberiste in materia di lavoro, diritti e beni comuni.

Ezio Casagranda

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