Monti, Fassino e beni comuni

Il governo Monti, dopo la fiducia si appresta a dare applicazione ai 39 comandamenti imposti dalla BCE che significano assoluto comando della finanza, restringimento degli spazi di democrazia, smantellamento dei diritti e consegna dei beni comuni al mercato.
Difendere i beni comuni, l’acqua e la democrazia sono queste le principali motivazioni della manifestazione nazionale, organizzata dal forum italiano dei movimenti per l’acqua, il prossimo 26 novembre a Roma.
Dopo 5 mesi dalla vittoria referendaria non solo non è cambiato nulla e la legge di iniziativa popolare è ferma nei cassetti del Parlamento, ma le amministrazioni comunali anche quelle governate dal centrosinistra – come il comune di Trento e la stessa PAT – continuano con la gestione privata dei servizi idrici attraverso la società Dolomiti energia e Dolomiti reti.
Non solo ma il comune di Torino si appresta, vendendo quote societarie ai privati, ad avviare lo smantellamento dei beni comuni cittadini, costruiti in un secolo di conquiste civili e sociali.
Contro questo scenario i comitati acqua pubblica tornano in piazza, con pullman che partiranno anche da Trento e da Rovereto.
Una manifestazione per rivendicare il rispetto del voto di oltre 27 milioni di Italiani ma anche per dire che la strada indicata dalla BCE e percorsa dal professor Monti non è una via ineluttabile per risolvere la crisi italiana ma che un’altra uscita dalla crisi è possibile.
Ezio Casagranda

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