Meglio uno spazio occupato che uno abbandonato

torino1maggioL’odierno sgombero dello spazio occupato “L’ASSILLO” avvenuto questa mattina a Trento, nei locali dell’ex Asilo di Via Manzoni, è l’ennesimo atto di violenza della politica del centrosinistra locale, Sindaco e PD cittadino in testa.
Dopo una campagna elettorale svolta all’insegna della “città sicura”, quasi Trento fosse il “Bronx italiano”, tanto il PD (e ammennicoli) quanto la destra razzi-fascista e xenofoba si stanno sperticando in lodi all’indirizzo delle forze di polizia, quasi fossero queste ultime le responsabili dello sfratto “forzato” e non la politica.
L’occupazione de “L’ASSILLO” è stata strumentalmente utilizzata per tutta la tornata elettorale al solo scopo di eludere i veri problemi che affliggono questa città (trasporti pubblici, case a canone popolare, servizi sanitari, ecc.) e questo spiega perché l’operazione di polizia è scattata solo a due giorni dal termine dello spoglio elettorale. Non appena incassato il risultato, Sindaco & company hanno pensato bene di mostrare il loro vero volto, quello degli sceriffi.
Questa politica, superpagata e “vitaliziata”, è responsabile dello stato di degrado sociale della città e delle speculazioni edilizie operate con pubblico denaro. Noi – al di là delle opinioni politiche – condividiamo lo slogan espresso in questi giorni: meglio uno spazio occupato che uno abbandonato!
Che faranno ora gli sceriffi senza “L’ASSILLO” occupato? In attesa di subire le loro politiche a-sociali, piacerebbe anche a noi vedere il Sindaco “vestito con un boa rosa e tacchi a spillo” girare per la città. Purtroppo siamo sicuri di ritrovarcelo presto in mimetica a combattere chissà quale immaginario nemico!

USB LAVORO PRIVATO
Sindacato di Base Multicategoriale 

Un commento

  • antonio

    Al di là della retorica sensazionalista, era difficile immaginare che l’assillo resistesse nei tempi lunghi dell’ignobile politica. Anzi è perfino durato oltre i tempi della mia immaginazione. Non c’era dubbio che un’eventuale sgombero non poteva che avvenire dopo la giostra elettorale e dopo che il risultato ha premiato in particolare il partito della lega. La sorpresa dello sgombero è venuta dall’alto a giorno inoltrato quando la vigilanza era quasi inesistente e la resistenza facilmente piegabile alla sovverchiante forza degli sgherri di stato. Il bliz delle teste di cazzo è avvenuto nell’insolito orario a tempo debito. Nonostante tutto questa occupazione lascia il segno indelebile della bellezza del murales e della capacità autogestinaria di chi ha saputo profittarne nel tentativo di tessere quelle relazioni sociali che avrebbero potuto impedire lo sgombero. Anche se sarebbe sciocco e anche un pò stupido pensare al ribaltamento del cittadino, che si conforma alle fantasticherie della fede e alle pagliacciate della politica (che uccidono ogni possibilità di vivere in buona intelligenza),di opporsi al “padrone” che determina la sua condizione sociale. Prendere fiato e adoperarsi per una sovversione durevole e fare di una geografia delle passioni libertarie,l’inizio di una nuova occupazione.

    antonio marchi

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