Trento: Assillo e Valdastico nord

assilloOggi, su richiesta del sindaco Andreatta le forze “dell’ordine” hanno sgomberato l’edificio di via Mattioli a Trento ponendo fine “all’occupazione”.
L’ordine e la legalità è stata ripristinata con gioia del sindaco, del consigliere Cia e di tutti quelli che non vogliono vedere che l’illegalità pericolosa è quella derivante dalla criminalità organizzata che anche nel nostro Trentino sta prendendo sempre più piede. L’illegalità nascosta nel degrado sociale dovuto all’incuria di un’amministrazione che mentre lascia interi quartieri al lor destino si preoccupa di “liberare” un edificio frutto di una speculazione andata storta e quindi abbandonato da 13 anni.
Questi signori non vogliono vedere il valore sociale di queste iniziative e che questi giovani con il loro gesto hanno voluto portare all’attenzione di tutti, cittadini e istituzioni, il problema CASA, e quindi dell’abitare, del degrado urbanistico che spesso è figlio, come in questo caso, di speculazioni mancate e del fatto che in questa città non esistono spazi per i giovani se non nelle piazze spesso gestita dai venditori di droga.
Infatti i ragazzi dell’Assillo” con il loro gesto hanno fatto emergere lo scandalo sociale dell’Itea che, come controllata della provincia, si comporta peggio di un privato – basta vedere le dichiarazioni del nuovo presidente – che in Trentino gli sfratti nell’ultimo anno sono aumentati del oltre il 30% e che il 95% di questi è dovuto a morosità a causa della perdita di lavoro e di reddito dei lavoratori e dei cittadini.
Il tutto mentre la provincia non perde occasione per sostenere la speculazione urbanistica come nel caso delle Albere o “le corti fiorite” a Trento, baratta la Valdastico per la proroga della concessione di A22, finanzia il TAV e non si dimentica di sostenere i poteri forti del Trentino.
Nello stesso momento in cui la “legalità” veniva ripristinata e l’assillo sgomberato davanti alla regione si teneva una manifestazione contro la Valdastico (pirubi).
La manifestazione molto partecipata e che nel ribadire la contrarietà alla Vladastico ha fatto emergere, ancora una volta, la doppia faccia della casta politica la quale continua a prendere in giro i cittadini. Infatti questa provincia pur di avere la proroga della concessione di A22 (milioni di utile annui oltre al tesoretto di oltre 500 milioni per finanziare il TAV) è disposta a calpestare non solo le promesse elettorali ma anche i motivi per cui fino ad oggi si era sostenuto il No alla Valdastico.
Infatti mentre a parole si dice di volere fare il Tav per ridurre il trasporto su gomma nella pratica si progetta una nuova autostrada che farà aumentare il trasporto su gomma e quindi l’inquinamento della Valle dell’Adige.
Come si può notare, in Europa come nella nostra piccola provincia, sono i poteri forti (poteri economici, finanziari e bancari) a dettare le regole del governo sia esso europeo, nazionale o locale riducendo la politica a semplice esecutrice di decisioni prese nei salotti oscuri della finanza.
Anche nel nostro piccolo la democrazia è stata sacrificata sull’altare degli interessi di gruppi di potere che non vogliono veder ridursi i loro alti profitti mentre a causa della crisi il grosso della popolazione subisce licenziamenti, taglio ai salari, sfratti, aumento degli affitti, dei ticket e delle tariffe in generale.
Ma non dobbiamo preoccuparci adesso che l’assillo è stato sgomberato e la legalità ripristinata possiamo continuare a lamentarci al bar o su internet, l’importante è non disturbare il manovratore e alle prossime elezioni continuare a votare questa casta al servizio dei centri di potere economico finanziario presenti sul nostro territorio.
Per contrastare questo sistema ritengo importante che la gente smetta di delegare ed esca dalla rassegnazione affinché il mugugno si trasformi in iniziativa di lotta.
Ezio Casagranda

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