La legge non si applicano in Fiat?

La magistratura condanna la Fiat a riassumere 19 lavoratori iscritti alla Fiom e Fiat subito dopo condanna altri diciannove lavoratori alla mobilità. In sintesi è quello che sta succedendo.
La grande borghesia finanziaria e industriale può permettersi di sostituirsi ai tre poteri dello stato: legislativo ed esecutivo quando detta le norme da scrivere ai propri mandatari in parlamento e giurisdizionale quando può permettersi di ignorare una sentenza che difende i lavoratori o elaborare intricatissime strategie con i migliori avvocati del foro e docenti di diritto per imporre la correttezza delle proprie decisioni e di conseguenza i comportamenti sociali e la salvaguardia delle divisioni sociali.
Ancora una volta si conferma la legge che l’economia subordina la politica e le norme giuridiche.
La struttura della nostra società vede una grande borghesia finanziaria e di produzione che detiene le leve principali dell’economia, dal sistema finanziario alle grandi industrie metallurgiche e chimiche, dal commercio su grande scala alle risorse energetiche, dai servizi che una volta si chiamavano pubblici alla ricerca tecnologica e scientifica.
Tutto in nome dell’appropriazione privata dei mezzi che servono a produrre le risposte ai bisogni della popolazione. Chi decide come regolare il soddisfacimento dei bisogni ha in mano un potere di gran lunga più efficace di qualunque norma giuridica o di qualunque sentenza.
E’ chiaro che in un momento di crescita economica conviene anche alla classe padronale concedere qualche briciola della propria ricchezza ma in un momento di crisi non se lo può permettere e a pagare sono i più deboli a partire dai giovani, i pensionati e i lavoratori. Nemmeno i piccoli commercianti e artigiani si salvano perché dipendono dalla
grande borghesia in quanto ne sono l’appendice.
E’ questa la natura del capitale.
Come uscire dal baratro?
Attraverso la lotta organizzata dei lavoratori e dei giovani per l’esproprio della proprietà privata delle principali leve dell’economia, nazionalizzandole e mettendole sotto la diretta gestione dei lavoratori per il soddisfacimento dei bisogni della collettività.
Pianificare l’economia significa produrre in maniera cosciente e senza alcun fine di lucro e di sfruttamento.
L’esproprio economico genererà la sostituzione del controllo politico dello stato di natura borghese con il controllo politico dello stato di natura operaia.

Mirko Sighel
Segretario Circolo Vallagarina del Partito della Rifondazione comunista

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