Fermare il razzismo della Lega Nord

Da tempo la Lega Nord ha avviato una preoccupante campagna corredata da manifesti, gigantografie e raccolta firme contro gli immigrati o meglio contro la politica provinciale che secondo questi personaggi erogherebbe ad una famiglia con 4 figli fino a 2000 euro di retribuzione senza lavorare.
Una vera menzogna in quanto i vari sussidi erogati dall’ente pubblico sono rivolti a tutti i cittadini, senza distinzioni di razza con 3 anni di residenza in Trentino.
I fatti dei giorni scorsi, seppur con un metodo che posso non condividere, hanno richiamato tutti noi, ma principalmente le Istituzioni, alle loro responsabilità davanti ad una campagna fondata su notizie false propagandate ad arte per fomentare odio razziale, istigazione alla violenza ed all’intolleranza politica e sociale.
Questa campagna cerca, utilizzando l’odio razziale e creando ad hoc un nemico, di far dimenticare i fallimenti dei governi di destra in materia di sviluppo economico e sociale, ma soprattutto far dimenticare che la Lega Nord si è ben adeguata alla logica politica che lei chiamava di “Roma ladrona” (da Belsito al trota Bossi fino all’ultimo scandalo sui rimborsi dal senato).
Infatti dopo 10 anni di politiche liberiste i dati parlano chiaro: la disoccupazione giovanile è al massimo storico, i salari sono fermi da anni, i prezzi aumentano in modo esponenziale assieme alla pressione fiscale e tariffaria, mentre la precarizzazione del lavoro e della vita sociale si espandono come una metastasi coinvolgendo ogni aspetto della nostra vita.
Per questo ritengo che le proposte razziste e xenofobe non possono essere assimilate alla libertà di opinione o di espressione.
I loro delirii razzisti contrastano e stridono fortemente con l’articolo 3 della Costituzione che “ancora” recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Anche se scritta oltre 65 anni fa è tutt’ora valida e il presidente della Provincia farebbe bene a chiedersi se quanto esposto al gazebo leghista non sia una violazione dei principi fondativi della Costituzione.
Per questo ritengo necessario affrontare una discussione su quanto successo in piazza Duomo contro la Lega razzista e xenofoba, e quindi fuori da logiche giustizialiste, ma non per questo di accettazione dell’uso della violenza fisica nello scontro politico in atto nel paese e non solo durante i periodi elettorali.
Riflettiamo sulle conseguenze di queste proposte razziste e del quotidiano uso di espressioni violente, piene di odio e rabbiose che la Lega Nord utilizza nei confronti non solo degli immigrati ma anche di tutti quei soggetti che la crisi ha relegato ai margini della società. Riflettiamo su come contrastare questa regressione culturale e sociale oggi espressa dalla Lega Nord.
Il razzismo della Lega è una violenza intollerabile, che va contrastata, senza se e senza ma. Purtroppo la campagna xenofoba della Lega va avanti nel totale silenzio delle autorità ecclesiastiche e delle stesse istituzioni che dovrebbe garantire fratellanza, solidarietà e diritti a tutti i cittadini a prescindere dal colore della pelle o dal paese di origine.
Molti hanno espresso solidarietà alla lega e condanna dell’uso della violenza usando frasi roboanti come “offende la storia trentina”, dimostrando una preoccupante superficialità di giudizio e dimenticandosi altrettante parole di condanna quanto i militanti leghisti usavano violenza nei confronti degli immigrati.
Al tempo stesso, se si vuole condannare la violenza, mi pare che nessuna protesta o critica è stata sollevata quanto nel giugno scorso la polizia caricava senza motivo un centinaio di cittadini che a mani nude contestavano la Fornero.
Ma come, questi pensatori sono tanto raffinati che sanno distinguere fra violenza giusta (quella repressiva delle forze dell’ordine, quella che causa le militarizzazioni del territorio come in Valsusa, ) da quella da condannare come le manifestazioni studentesche o i picchetti dei lavoratori?
Mi permetto di ricordare che l’ideologia razzista, anche quanto si esprime nelle forme leghiste, sono il brodo di cultura per l’ideologia che nel secolo scorso causò danni irreparabili tra cui anche l’olocausto.
Ezio Casagranda
Candidato al Senato lista “Rivoluzione Civile” di Ingroia

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