Detassazione: un’altra presa in giro?

Il trio BMB (Berlusconi, Monti, Bersani) impegnato ad occupare gli spazi televisivi e della carta stampata per elargire promesse a piene mani dalla riduzione delle tasse alla revisione dell’IMU si “dimentica” di ridurre le tasse sul cosiddetto “salario di produttività” previsto nell’accordo separato del novembre scorso.
Un accordo che in cambio di qualche centesimo di euro di riduzione della pressione fiscale sul salario di produttività i firmatari di questo accorso (Cisl Uil, Ugl, ecc) hanno svenduto il Contratto nazionale di Lavoro che stabiliva i trattamenti minimi dei lavoratori in materia di salario, orario di lavoro e normative.
Ora, si apprende che il meccanismo approvato dal governo renderebbe, nei fatti, impossibile la detassazione dei premi di produttività definiti a livello aziendale. Dopo il danno per i lavoratori arriva la beffa della presa in giro.
A dirlo è il segretario della Uila Uil del Trentino Giovanni Galluccio su Faceboock che volentieri pubblichiamo nella speranza che l’inaffidabilità dei governi, ormai sempre più eterodiretti dalla troika europea, faccia emergere le forme di dissenso interne alle organizzazioni sindacali troppo spesso riodotte al silenzio in nome dell’emergenza o dell’interesse di organizzazione.
La redazione
Detassazione: il decreto allo studio del governo è una scatola vuota.
“Monti promette in televisione di ridurre le tasse ma il decreto sulla detassazione dei salari, allo studio del governo, sembra andare nella direzione opposta: i ‘lacci e lacciuoli’ previsti, infatti, sono tali e tanti da rendere altamente improbabile l’applicazione di questa normativa”. Lo ha dichiarato oggi il segretario generale della Uila Uil del Trentino, Giovanni Galluccio che ha spiegato: “l’idea che gli accordi aziendali per poter usufruire della detassazione debbano contenere almeno tre o quattro dei criteri indicati nel documento sottoscritto dalle parti sociali, rende inapplicabili a tutti gli accordi in essere i previsti benefici fiscali, in particolare, nel settore alimentare”.
“Queste difficoltà, aggiunte alla decisione di non rendere strutturale la detassazione e alla scarsità delle risorse previste, rende quella che poteva essere una buona opportunità per rilanciare la produttività, una scatola vuota, l’ennesima beffa a danno di lavoratori e aziende. Se queste previsioni negative dovessero essere confermate” ha concluso Galluccio “la Uil farebbe bene a riconsiderare la firma che ha apposto all’accordo sulla produttività.
Anche in Trentino, dove, forse con troppa solerzia, ed ansie di primogenitura, persino la notoriamente ultra dialogante CGIL ‘del Trentino’ ha apposto una firma unitaria, in deroga alla non unitarietà nazionale della casa madre.”

Giovanni Galluccio
Segretario Uila Uil del Trentino

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