Voto utile o raggiro elettorale ?

Mentre Stefano Fassina per il tramite del Financial Times, dichiara che: “Se il nostro partito andrà al governo non rinegozieremo il Fiscal Compact né abrogheremo il pareggio in bilancio in Costituzione. Non ci sarà nessun aumento della spesa pubblica deciso in modo unilaterale..” dichiara piena subalternità alla Merkel ed alle politiche della troika che hanno portato al disastro la Grecia a livello nazionale il PD dimostra un sempre maggiore nervosismo rispetto a come sta andando la campagna elettorale.
Il nostro nemico è Berlusconi, tuonano il PD dimenticando che se Berlusconi ha governato per 17 anni è stato solo perché lo hanno salvato le scelte dei dirigenti del Pd. Prima Dalema con la bicamerale, poi Prodi che non ha fatto la legge sul conflitto di interessi ed infine Bersani che nel novembre 2011 per paura di andare al governo ha accettato la nomina di Monti a “presidente commissario” del governo italiano sostenendo lo strappo democratico fatto da Napolitano su indicazione della Merkel.
Ora che i sondaggi vedono in crescita Berlusconi, che con Monti sta occupando le reti televisive, Bersani sembra rivangare la teoria del voto utile. Un espediente di veltroniana memoria per imbrogliare le carte in tavola e cercare di scaricare su latri l’eventuale magro risultato del centro sinistra.
A aperto il fuoco Franceschini che ha invitato la lista di Ingroia, Rivoluzione civile, a non presentare liste nelle regioni della Lombardia, Campania e Sicilia per evitare il “pareggio in senato”. Le dichiarazioni, oltre a non essere credibili, di smentita non ne cambiano il senso di una concezione della democrazia abbastanza autoritaria che etichetta chi non è dentro l’area di influenza PD come un nemico da combattere.
Infatti dopo Franceschini rincara la dose Bersani, che parafrasando in modo speculare Berlusconi, nella campagna elettorale di Milano dice senza nessun pudore che chi non vota Alessandrini vota per la destra.
Mi chiedo con quale coraggio, questi personaggi si permettano di accusare quanti a sinistra si battono contro le politiche di austerità, le spese militari, le operazioni di guerra, il pensiero unico, il fiscal compact, il pareggio di bilancio, la difesa dei beni comuni, la riforma Fornero e la cancellazione del contratto nazionale di fare il gioco della destra.
Ormai è chiaro che la triade nazionale (Bersani, Monti e Berlusconi) si contendono la nomina di rappresentanti degli interessi della speculazione finanziaria, della varie mafie locali e dei diktat della troika che obbligano alla distruzione dei diritti e alla sospensione della democrazia sulla scorta di quanto imposto nella vicina Grecia.
Il voto utile non è quello che fa vincere Bersani &C ma quello che riesce ad accendere la speranza che un mondo migliore è possibile proponendo una vera politica alternativa al liberismo contrastando le politiche economiche distruttive messe in atto dai governi che hanno generato miseria e povertà per milioni di italiani.
Noi proponiamo di ricostruire l’Italia su basi di giustizia sociale contrastando le mafie politiche e sociale che con sempre più forza si esprime nel paese, dare alle giovani generazioni un futuro che non sia di precarietà a vita senza diritti, senza lavoro e senza reddito.
Ezio Casagranda

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