La mossa di “Re Giorgio”. Grillini, fregati e felici

La scelta di Napolitano che dopo il fallimento di Bersani, ha deciso di non dare nessun incarico per la formazione del governo e nominare due commissioni di personalità politiche, che a mio modesto avviso, rappresentano la peggior cultura politica esistente in Italia è stata vissuta in modo bipartisan come una mossa geniale.
Ma la decisione del presidente, se vista in tutte le sue sfaccettature, è invece una scelta più grave di quello che appare e che giustamente qualcuno sulla stampa nazionale, ha definito un vero “golpe bianco” con la conseguente congelamento, non di Bersani, ma della democrazia italiana.
Da custode della Costituzione, con la nomina dei “saggi”, Napolitano è diventato “picconatore” della stessa e con un comunicato di poche righe ha cancellato uno dei tre poteri costituzionali ed ha inaugurato un (spero) breve periodo di regime monarchico nascosto dietro le due commissioni incaricate di individuare le soluzioni istituzionali e economiche per far uscire l’Italia da questa situazione di crisi.
“Re Giorgio” infatti nel comunicarci, senza consultare nessuno degli eletti in Parlamento, le sue decisioni ha ribadito che “il governo Monti è pienamente operativo” in quanto deve assumere i necessari “provvedimenti urgenti per l’economia” riesumando un governo ormai morto, sfiduciato dalle ultime votazioni e responsabile della macelleria sociale che ha tagliato diritti e lavoro e, oltre agli esodati ha creato milioni di nuovi poveri.
Da governo in carica per la normale amministrazione da ieri il governo Monti è diventato “pienamente operativo” con la felicità di Grillo che pensa di avere vinto ma non si accorge, come scrive il Fatto Quotidiano, di aver fatto un grande autogol.
Infatti le due commissioni (nuova bicamerale) – fatte di soli uomini – sono formate da personaggi della vecchia politica, composta con il bilancino del manuale Cencelli che va da Violante, che voleva lo sdoganamento “dei ragazzi si Salò”, al leghista Giorgetti che è espressione delle posizioni più xenofobe della lega per finire con Mauro, transfuga dal Pdl alla Civica di Monti, ma sempre uomo di punta di Comunione e Liberazione.
Dieci persone che sono espressione della cultura politica che ci ha portato alla rovina, portatori di quella ideologia neoliberista che continua a credere che riducendo il salario della gente che lavora e privandola di tutti i diritti sociali e nel lavoro si mette in “moto la crescita”.
Per questo mi appaiono sconcertanti le dichiarazioni di Grillo quanto dice che la proposta, uscita dell’uovo pasquale di Napoltano, gli ha dato ragione in quanto si può operare senza governo. A parte il fatto che questo non è vero in quanto il governo in carica c’è ed è quello di Monti uscito sfiduciato dalle elezioni.
Quel governo Monti tanto vituperato da Grillo in campagna elettorale sarà chiamato ad applicare l’austerity (definita massacro sociale), il fiscal compact (nuove tasse e tagli al welfare) e pareggio di bilancio che sta strozzando le autonomia locali. Il tutto senza passare per il Parlamento in quanto, come ha sostenuto anche Draghi, queste scelte sono l’applicazione ai trattati sottoscritti dall’Italia rientranti nella normale amministrazione dei governi europei.
Non è sufficiente che Grillo cambi discorso parlando di elezioni del Presidente della Repubblica via internet per cancellare la sua responsabilità in questo teatrino della politica targato 2013 e che a molti elettori appare solo come un “parlare d’altro” mentre la nave affonda.
Scrive Marcello Romagnoli sul blog di Grillo “Sai quanto me ne importa di eleggere un candidato alla presidenza, che non saprò neppure se verrà aletto, quanto potevamo imporre l’agenda del governo! Questo è solo un contentino dopo aver fallito”. Che sia un troll??
Ezio Casagranda

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