Vitalizi: riprendiamo la lotta

vitalizi1Vitalizi: spegni la tastiera e scendi in piazza , vitiamo che la «casta» aggiri la legge

Giovedì 26 febbraio saremo nuovamente in piazza per dire che è vergognoso il continuo tira e molla da parte delle Istituzioni sulla scelta di costituirsi parte civile contro i consiglieri provinciali, che non vogliono restituire nemmeno una piccola parte delle liquidazioni d’oro percepite.
Mentre i nostri consiglieri sono molto bravi a spiegarci che la situazione di crisi richiede la spending review (tradotto dal politichese significa sacrifici, tagli dalla sanità alla scuola, aumento delle tariffe, dei ticket, degli affitti ITEA e di tutti i servizi pubblici), trovano molto difficoltoso decidere di fare applicare la nuova legge, che ricordiamo, richiede la restituzione di una minima parte del vitalizio percepito.
A giustificazione di questa “difficoltà” vengono sostenute le motivazioni più svariate dimenticando che, se la legge ha delle lacune, si può sempre migliorare e, se hanno sbagliato a scriverla, si può sempre riparare all’errore.
Lo dimostra la celerità con la quale questo consiglio ha trovato la strada per cancellare l’emendamento del M5S, che eliminava l’addizionale Irpef per rimettere nelle tasche dei cittadini una piccola cifra annua. In pochi giorni hanno trovato il meccanismo per cancellare l’emendamento e ripristinare la tassa chiamata “addizionale provinciale”, dimostrando che quando si tratta di colpire la massa dei cittadini il consiglio è “efficiente e solerte”, mentre quando si tratta di fare un atto di giustizia, come quello della restituzione dei vitalizi, il Consiglio provinciale e la Giunta regionale diventano improvvisamente titubanti, incerti e pieni di dubbi sulla “legittimità” della norma che loro stessi hanno votato.
Le remore a intermittenza scompaiono però quando si tratta di spendere centinaia di migliaia di euro in consulenze, spesso inutili in quanto non potranno mai sostituire la scelta politica che spetta al Consiglio. E sui vitalizi di scelta politica si tratta e quindi non accettiamo scusanti da parte di quanti sono chiamati a far rispettare le leggi che hanno approvato. Non accettiamo di essere presi per i fondelli con la tiritera dei diritti acquisiti da quanti hanno arrecato un danno alla collettività con la legge del 2012.
Di diritti parlatene con gli esodati, con quei lavoratori che si sono visti portare l’età pensionabile a 67 anni, cancellare il diritto alla pensione dopo 40 anni di lavoro e l’articolo 18, a quelli a cui è stato ridotto il salario, ai troppi precari sottopagati, a quanti vedono aumentare i costi dei servizi sociali, gli affitti e ogni giorno devono fare i salti mortali per far quadrare il bilancio; e mentre parlate con loro ricordatevi che c’è qualcuno che si è «mangiato» 50 milioni fra liquidazioni d’oro, vitalizi e altre prebende immeritate.
Giovedì 26 febbraio porteremo perciò in piazza la nostra protesta di cittadini perchè siamo contrari a tutto questo: la casta ed i poteri forti NON possono prendersi gioco della protesta della cittadinanza dello scorso anno.
Ci appelliamo ai lavoratori, agli stupendi, ai precari ad essere con noi sotto la Regione affermando che vogliamo la restituzione intera di quel «malloppo» e che questo sia utilizzato per politiche legate al welfare e al reddito, a progetti innovativi e sostenibili per incrementare l’occupazione, di certo non regalato alle speculazioni di qualsiasi tipo o alla costruzione di grandi o medie opere inutili.

Basta con il mugugno, lasciamo le tastiere per scendere in piazza!

USB, SBM, AIUTIAMOLI A CAMBIARE, CENTRO SOCIALE BRUNO

 

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