Una trattativa a pedere

Ore decisive sulla trattativa per la “riforma” del lavoro, o come sarebbe giusto chiamarla, abolizione sostanziale dell’articolo 18 da parte di un governo in nome di una non ben definita “responsabilità verso il paese”.
Ieri anche Napolitano ha voluto intervenire a gamba tesa in questa trattativa per ribadire il suo concetto di responsabilità invitando i sindacati, o meglio la Cgil a “…dare solidamente il loro contributo”
Forse sarà per l’età ma ormai il presidente Napolitano si dimentica di citare nelle sue esternazioni (le picconate di Cossiga al confronto erano colpi di fioretto) le imprese alle quali non è richiesta nessuna responsabilità, anzi alla Fiat sono garantite sia la libertà di non rispettare le sentenze del giudice (i 3 licenziati della Sata) sia di poter “… investire dove meglio crede.”. Monti dixit.
Ma non solo, Napolitano in quanto “garante” della costituzione, si è (volutamente) dimenticato di intervenire a difesa dell’articolo 3 della Costituzione (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale ..) calpestato a violato dalla Fiat nelle assunzioni a Pomigliano.
Inoltre va detto che accanto alle esternazioni del presidente in questa “trattativa” è emersa tutta la protervia del governo Monti – Commissario tecnico per conto della BCE – deciso a portare all’Europa dei mercati lo scalpo dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Tutti sanno che modificare l’articolo 18 non porterà nessun posto di lavoro aggiuntivo ma serve solo per dimostrare ai mercati che il sindacato italiano è piegato e non ci saranno ulteriori resistenze al progetto di restaurazione capitalistica sul modello greco.
Quindi siamo davanti, non ad una scelta, magari discutibile, di politica economica, ma di una precisa operazione ideologica che spezzare i reni ai sindacati e rendere il lavoro una semplice merce da prendere o lasciare a piacimento senza più nessun vincolo sociale da parte delle imprese. Eventualmente sarà prevista una indennità di rottamazione come avviene per tutte le merci dall’auto alla lavatrice.
Monti stà usanto l’articolo 18 per scardinare l’articolo 41 della Costituzione (tanto caro al Cavaliere) il quale recita che l’attività economica “…Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”
Chiedo a Napolitano, quale libertà per un lavoratore sotto il ricatto di licenziamento ??
Giustamente la Fiom ha proclamato per oggi 2 ore di sciopero per dire a quanti siedono al tavolo della macelleria sociale che nel paese esiste ancora chi si oppone alla dittatura dei mercati e non accetta di cancellare oltre 100 anni di conquiste sociali e civili.
Anche un bambino capisce che la “riforma” del lavoro altro non è che una sottrazione di protezione dei lavoratori, anziani e non, dai licenziamenti, dalle garanzie contrattuali e dal sostegno al reddito.
sostegno ai lavoratori che la crisi – cioè il crollo dei consumi, cioè il collasso industriale, cioè l’emorragia di profitti, cioè la scomparsa del credito – avvia all’uscita
Per questo ritengo le dichiarazioni del presidente Napolitano moralmente e politicamente inaccettabili in quanto danno credito a quella macchina dell’inganno che continua la demolizione della civiltà dei diritti, della verità e della trasparenza della politica.
Ezio Casagranda

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Un commento

  • nicoletta

    Brava Camusso, ma lo sciopero generale andrebbe dichiarato ad oltranza e non a data da destinarsi. Credono di stabilizzare i precari aumentando i costi rispetto agli assunti a tempo indeterminato con una maggiorazione dell’1,4%? Su una busta paga netta di circa 1.000 euro al mese l’azienda verserebbe 18 euro in più: una presa per il c… Scusate il linguaggio ma questa riforma sembra fatta solo per tartassare i soliti noti: i lavoratori dipendenti!
    Qualcuno (i sindacati magari…) stanno vigilando sul ricorso alla cassa in deroga delle imprese trentine? So di molti casi di aziende che ricorrono alla cassa in deroga (così lo stipendio lo paga l’Inps, cioè noi lavoratori) e poi fanno comunque lavorare i dipendenti! Finché le aziende possono comunicare entro il ventesimo giorno del mese successivo le giornate lavorate ci saranno imprese che se ne approfittano. E intanto ci allungano il periodo lavorativo prima della pensione con la scusa che il sistema Inps non regge..
    non ho più parole…

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