Sait: lottiamo per il Contratto di solidarietà

Sait: l’unico vero piano sociale si chiama CONTRATTO DI SOLIDARIETA’
Domenica 8 ottobre 2017 i giornali locali riportavano la notizia che Sait ha deciso di anticipare, rispetto all’accordo della scorsa primavera, la procedura di mobilità per 116 lavoratori.
Una scelta inaccettabile dal punto di vista sociale, moralmente riprovevole dal punto di vista politico in quanto scarica sui lavoratori i costi di una crisi che ha, come principali responsabili, il gruppo dirigente ed le scelte della federazione delle cooperative.
Ma se la maggiore responsabilità di questa scelta sono delle scelte di Sait grandi responsabilità hanno anche l’assessore Olivi ed i sindacati Cgil Cisl e Uil che nella scorsa primavera hanno capitolato sulla difesa dell’occupazione e aperto la strada ad una guerra fra poveri.
Ci riferiamo al fatto che hanno (volutamente??) abbandonato, al primo no dell’azienda, le rivendicazione del CONTRATTO DI SOLIDARIETA’ che era e rimane l’unico strumento per evitare i licenziamenti e uno scontro fra lavoratori dipendenti del Sait e lavoratori della Movitrento.
Oggi appare in tutta la sua gravità la scelta di non aver regolamentato nell’accordo sulla Cgis la questione appalti e oggi che, per i 116 lavoratori, il problema si pone in tutta la sua drammaticità la proteste della Filcams rischiano di apparire come “un abbaiare alla luna”.
Nella scorsa primavera come USB Lavoro Privato abbiamo denunciato sia i limiti di un accordo che sostanzialmente accettava la filosofia aziendale della riduzione dei costi attraverso la riduzione del personale sia l’ingenuità di chi credeva di risolvere la questione “esuberi” con lo strumento della mobilità all’interno del mondo della cooperazione.
Oggi i fatti si sono fatti carico di dimostrare che quell’accordo ha nei fatti lasciato mano libera all’azienda deresponsabilizzando il suo gruppo dirigente.
Per questo a fronte della provocazione aziendale la risposta non può essere quella invocata dall’assessore Olivi o quella della riduzione del danno proposta da Filcams, Fisascat e Uiltucs, ma quella di riprendere, con determinazione, la lotta per CONQUISTARE, si conquistare, il contratto di solidarietà e quindi un confronto sulle strategie organizzative di questa azienda e dell’intera federazione nel comparto del commercio.
Oggi come allora non c’è alternativa al contratto di solidarietà e quindi ogni altra soluzione sarà pesantemente pagata dai lavoratori in termine occupazionali e di diritti.
USB Lavoro Privato sarà sempre a fianco dei lavoratori che intendano lottare per davvero e con convinzione per evitare i licenziamenti, conquistare un CONTRATTO DI SOLIDARIETA’ che è rimane l’unico strumento, il vero piano sociale, che può evitare una situazione di lacrime esangue per i lavoratori.
Ci chiediamo e chiediamo ai lavoratori: Ma questa scelta può essere gestita da quanti nella scorsa primavera hanno rinunciato a questo obiettivo?
Noi pensiamo di No e per questo chiediamo ai lavoratori di non restare passivi e di riprendere l’iniziativa per costringere questa dirigenza a cambiare strada.

Ezio Casagranda
USB Lavoro Privato

2 commenti

  • Giovanni

    Olivi e cgilcisl e uil fanno il solito palco ma ei fatti sono d’accordo con il sait, per loro l’importante è salvare la faccia e se poi i lavoratori perdono il lavoro chiedono un piano sociale che non arriva mai e l’accordo sulla cassa integrazione lo dimostra.
    Spesro che i lavoratori non si facciano abbindolare come è successo in aprile.

  • Tutta la mia solidarietà ai 116 lavoratori che rischiano di rimanere disoccupati.
    Ma ciò non mi esime dal notare, come consumatore e frequentatore di supermercati, che la deficienza organizzativa e i prezzi più alti di SAIT rispetto alla concorrenza porta alla conseguenza di scaricare le inevitabili perdite gestionali causate da una dirigenza colpevole sui lavoratori innocenti.
    D’altra parte difronte a colossi multinazionali come LIDL, EUROSPIN, PRIX, EUROSPAR, DESPAR, CONAD, PAM e MD il SAIT sembra il classico vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro.

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