Sad: ora serve organizzare la lotta

Nell’incontro di venerdì 2 settembre 2017, dopo il pronunciamento dei lavoratori nelle vaie assemblee, nessun sindacato ha sottoscritto la proposta della SAD in materia di nastro orario, tempi accessori e sospensione della disdetta degli accordi di secondo livello.
Con questa scelta i lavoratori hanno dato una grande lezione di dignità, oltre che di etica morale, al signor Gatterer e al direttore Vettori respingendo al mittente il loro “ricatto” contenuto nella proposta del “prendere o lasciare”
Infatti i lavoratori nelle assemblee hanno detto chiaramente che la sicurezza, la professionalità e la loro dignità non è in vendita e che sono disposti a lottare per difenderle.
Ora la Direzione visto che la disdetta non ha portato i lavoratori a piegare la testa ed accettare un nastro orario di 15 ore giornaliere e la riduzione dei tempi accessori, sembra proposta a passare dal ricatto collettivo al ricatto individuale pensando di arrivare ad accordi individuali sostitutivi degli accordi collettivi.
Una minaccia che i lavoratori sapranno rispedire al mittente come è stato fatto la proposta di agosto ma che deve anche far riflettere quei sindacati che erano disponibili ad un confronto sotto ricatto.
La direzione SAD, passando alla trattativa individuale con i lavoratori, ha dimostrato chiaramente che, per lei,  il sindacato vale solo se è portatore delle istanze aziendali altrimenti non conta nulla, nemmeno una discussione.
Ora è necessario che TUTTE le organizzazioni sindacali sappiano fare tesero delle indicazioni che sono emerse dalle assemblee sindacali e quindi sappiano valorizzare i tanti punti che uniscono, lasciando da parte le cose che dividono, e unitariamente sappiano dare gambe alle proposte emerse dal confronto con i lavoratori mettendo in campo TUTTE le iniziative di lotta, di mobilitazione e di pressione politica per riconquistare quello che SAD ci ha preso con la disdetta a partire dall’accordo del 1988 che va difeso con la massima unità e trasparenza da parte della Organizzazioni sindacali.
Su questa partita, che ripeto non riguarda solo i dipendenti SAD, va coinvolto direttamente il presidente Kompatscer in quanto la provincia ha grosse responsabilità sul fatto che SAD ha potuto avere l’arroganza che ha avuto ma che oggi hanno in mano anche gli strumenti per imporre a SAD il ritiro della disdetta e l’avvio di un confronto generale che ci porti alla stipula di un contratto provinciale per tutto il sentore trasporti della provincia di Bolzano.
Dobbiamo anche riuscire a coinvolgere i cittadini utenti del servizio pubblico spiegando che la sicurezza e la qualità del servizio sono questioni che li riguardano direttamente e non solo questioni dei soli autisti.
Visto che lo scontro che SAD ha aperto contro i lavoratori la risposta alla sua arroganza non può che essere forte, unitaria ma sopratutto determinata e quindi nei prossimi gironi ci dobbiamo trovare unitariamente per decidere come dare gambe alla volontà dei lavoratori di respingere la provocazione della SAD e riconquistarsi la loro dignità.
USB C’è

USB Trentino Alto Adige
Ezio Casagranda

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