SAD: I lavoratori denunciano immobilismo della PAB

Oggi 7 dicembre 2017 i lavoratori della SAD hanno effettuato un nuovo presidio in piazza Magnago, a fianco dei mercatini di Natale a Bolzano, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della loro lotta contro la disdetta dei contratti aziendali, che nascondono la volontà di SAD, di subordinare sicurezza e qualità del trasporto pubblico locala al profitto aziendale.
Insomma, prima il profitto e poi sicurezza e qualità del servizio.
Questo sembra il filo conduttore delle scelte di SAD.
Per questo i lavoratori denunciano come l’atteggiamento pilatesco di Kompatscher e di Mussner risulti sempre più inaccettabili in quanto sul piatto della bilancia non ci sono solo i diritti dei lavoratori ma anche la sicurezza degli utenti del trasporto pubblico extraurbano della provincia di Bolzano.
Il trasporto pubblico locale è un bene pubblico che la Provincia non può lasciare nelle mani di un personaggio come Gatterer. Per questo forte e decisa è stata la richiesta di un intervento risolutivo da parte della giunta provinciale.
Ricordiamo che la SAD viola costantemente le norme sull’orario di lavoro che l’Ispettorato del lavoro ha sanzionata per oltre 113 violazioni sull’orario di lavoro, impone ai suoi dipendenti nastri lavorativi di 15 ore giornaliere, non rispetta il contratto nazionale ed ha cancellato 30 anni di relazioni sindacali.
Ricordiamo a Mussner che l’articolo 19 della legge provincia prevede anche la revoca della concessione a fronte di violazioni contrattuali e di legge e quindi la richiesta di revoca è un DOVERE da parte della Giunta provinciale.
Se una giunta non fa rispettare e non applica le leggi che lei stessa ha approvato non fa altro che alimentare, oltre che giustificare, quel malcostume politico e sociale più volte denunciato
Purtroppo questo Natale per i lavoratori sarà diverso da quelli precedenti a causa della cancellazione, da parte aziendale, dei contratti aziendali con la conseguente riduzione del loro già misero salario e l’aumento del nastro lavorativo con un grave peggioramento delle nostre condizioni di vita.
Aumentare il nastro lavorativo fino a 15 giornaliere significa, per gli autisti, avere meno ore da passare con la loro famiglia e/o con i loro cari.
15 ore al lavoro, 8 ore per dormire solo 1 ora da dedicare alla famiglia recitava uno striscione esposto durante il picchetto.
I lavoratori con grande dignità continuano a rivendicare il ritiro della disdetta degli accordi, il riconoscimento del loro lavoro, del loro impegno, della loro professionalità e dignità che, hanno ribadito, non è in vendita
Con lo sciopero di oggi i lavoratori hanno voluto ribadire che non intendono rassegnarsi e quindi nei prossimi giorni saranno decise ulteriore iniziative di lotta e di informazione per coinvolgere i cittadini utenti su una lotta sindacale e sociale che li riguarda direttamente.
Sarà inoltre impegno della organizzazioni sindacali richiamare, sull’onda di questa grande volontà espressa dai lavoratori di sollecitare l’Assessore Mussner ad avviare il confronto per definire un accordo ponte in attesa del contratto provinciale del trasporto pubblico locale.
P USB Trentino Alto Adige
Ezio Casagranda

3 commenti

  • Saiani Aldo

    PENSIERINI DI NATALE.

    Cari lettori,

    Cosa vi porta quest’anno Gesù Bambino?
    A me carbone.

    Caramelle elettorali, tredicesime, Sante Lucie e Babbi Natali, notti bianche, mercatini, messe di mezzanotte impellicciate, pranzi ammazzastomaciecervelli.
    In questo mese la gente si sente piu’ buona, confondendo ipocrisia per bontà.
    Non si accorge che sono tattiche di capitalisti e preti loro complici per metterglielo meglio in culo.

    Io preferisco come compagni i “cattivi” in servizio permanente.
    Quelli col coltello fra i denti e le mutande di acciaio.
    I buonisti, i politically corrects, gli sfigati del volger l’altra guancia e tutte le anime belle li scarico come zavorra.
    Neanche a Natale mi prendo pause dalla mia lotta culturale contro il CAPITALISMO nella sua versione consumistica.
    Il mio numero magico è il 725:
    lotta dura e duratura per 365 giorni all’anno e a 360 gradi.

  • Saiani Aldo

    LA CLASSE OPERAIA PIEGA LA TESTA.
    LA RIALZANO I FASCISTI.

    Quando le condizioni socio-economiche arretrano paurosamente per la classe operaia nonché per la piccola borghesia, la rabbia e la vendetta prendono il sopravvento sulla ragione.
    In tempi bui come gli attuali il risentimento prevale sul pensiero razionale e spinge all’azione selvaggia.
    L’esigenza impellente è sfogare le proprie frustrazioni purchessia.
    Poiché non è opportuno farlo sui veri responsabili, perché troppo forti, lo si fa’ impunemente verso i più deboli e i diversi: poveri, emarginati, zingari, omosessuali ed ebrei.

    È l’eterno ed inconsapevole meccanismo della guerra fra poveri e del CAPRO ESPIATORIO, che domina le masse incolte e bestiali.
    L’operaio, che ha incassato senza reagire troppa merda dal caporeparto,
    la sera si rifa’ sulla moglie innocente, che si sfoga sul figlio, che picchia il fratellino, che tira la coda al gatto.
    Il fascismo, che è una tendenza latente in ognuno di noi, trae la sua forza dirompente sfruttando questi meccanismi inconsci.

    Le chiacchiere buoniste e razionali e i cortei oceanici ai fini pratici e politici contano meno di 0 rispetto all’efficacia dei suddetti meccanismi inconsci, imposti dalle frustrazioni economiche e dal degrado sociale.
    La tragedia è l’ignoranza da parte delle forze di sinistra di queste dinamiche della psicologia di massa, che stanno latenti per una o due generazioni e poi prorompono all’improvviso nella terza.

    Solo un’autocritia e una consapevolezza culturale e storica ci possono salvare dal ritorno delle perversioni del passato.

  • Saiani Aldo

    IMMIGRAZIONE: FENOMENO DIALETTICO E CONTRADDITTORIO.

    L’invasione degli immigrati dal punto di vista sociale e morale è positivo e creativo, perché porta diversità biologica e culturale.
    Abitando a Gardolo, vivo in mezzo agli immigrati e mi trovo benissimo.
    Ma dal punto di vista degli interessi economici della classe operaia è una iattura.

    Questi disperati, che non possiedono niente se non gioventù e forza-lavoro, vanno ad ingrossare quell’esercito industriale di riserva, che fa comodo ai Padroni delle fabbriche per tenere bassi i salari, di cui parla Marx nelle sue profonde ed esatte analisi del sistema di produzione capitalista.
    Per questi pescecani la forza-lavoro è una merce, il cui prezzo è stabilito dalla legge della domanda e offerta.
    Hanno tutto l’interesse a moltiplicare e a deprezzare il lavoro.

    Fra i sinceri sentimenti di solidarietà e gli impellenti interessi economici prevalgono sempre questi ultimi, alla faccia delle comode e facili enunciazioni verbali.
    Il regno della necessità è più potente d quello della libertà.
    Allora gli operai meno consapevoli e politicamente incolti danno il loro voto alle forze politiche che si propongono di difendere il loro portafoglio, come la LEGA e i movimenti di estrema destra.
    Magari partecipano ai cortei pro-immigrati e si dichiarano antirazzisti.
    Poi nel segreto dell’urna esprimono il loro
    inconfessabile egoismo.
    Piazze piene, urne vuote.
    La Storia insegna che nei periodi di grave recessione economica le classi degli operai e dei piccoli borghesi, impoverire e plebeizzate, votano a destra.

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