Ribelliamoci ad un accordo capestro

L’Accordo di Cgil, Cisl, Uil e Ugl è parte integrante della politica dei tagli voluta dall’Europa dei banchieri. RIBELLIAMOCI !!!
La manovra economica del governo dettata dall’Europa dei banchieri e del mercato vuole distruggere il sistema di diritti e di tutele sociali con l’obiettivo di costruire un esercito di lavoratori con salari da fame, precari e senza diritti togliendo loro ogni protezione sociale per abbandonarli al libero mercato dominato dalla finanza e dal grande capitale.
Mentre l’ondata speculativa ha il solo scopo di imporre ai vari governi nazionali una politica funzionale alle banche ed alla finanza di privatizzazioni dei beni comuni, (annullando il risultato dei referendum del 13 giugno), dei servizi sociali e delle bellezze naturali, culturali e turistiche presenti sul territorio nazionale.
L’accordo sindacale del 28 giugno scorso e il documento congiunto banche, confindustria e sindacati confederali sono parte integrante di questa manovra in quanto riducono gli spazi di democrazia eliminando il conflitto sociale con la conseguenza di lasciare tutto il potere decisionale in mano alle impresa, alle banche ed ai vertici sindacali.
Trasforma il sindacato da soggetto di cambiamento e strumento dei lavoratori a controllore e garante che ogni accordo sia rispettato da tutti i lavoratori, ai quali viene tolta ogni possibilità di decisione mentre la libertà di sciopero viene limitata fino quasi a cancellarla.
Questi, in dettaglio i punti salienti e più significativi dell’accordo:
gli accordi saranno validi con la maggioranza semplice delle organizzazioni, senza che i lavoratori possano votare. Così la pratica degli accordi separati viene pienamente legittimata.
L’organizzazione non firmataria non potrà né chiamare i lavoratori al voto né scioperare, pena sanzioni.
Le contrattazioni aziendali possono derogare dalle norme del contratto nazionale: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro non sarà più fonte del diritto universale su materie fondamentali quali la prestazione lavorativa, il salario, gli orari, l’organizzazione del lavoro.
La consultazione degli iscritti, fatta dalla sola Cgil, non tiene conto delle regole fondamentali della democrazia, non permette ai lavoratori di essere pienamente informati vietando alle minoranze il diritto di cittadinanza nelle assemblee sindacali
L’ACCORDO METTE IN DISCUSSIONE LA DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO e SENZA DEMOCRAZIA NEL LAVORO E’ A RISCHIO ANCHE LA DEMOCRAZIA NEL PAESE.
L’ACCORDO CAMBIA LA NATURA DEL SINDACATO DA RAPPRESENTANTE DELEGATO DEI LAVORATORI A TITOLARE ECLUSIVO E INSINDACABILE DELLA CONTRATTAZIONE E GARANTE DELL’INTERESSE DELL’IMPRESA.
L’ACCORDO INDEBOLISCE LA FORZA DEI LAVORATORI CHE IN DEMOCRAZIA SI ESERCITA ANCHE CON LO SCIOPERO. L’ACCORDO DEPOTENZIA IL CCNL, RIDUCE I DIRITTI DEL LAVORO, SCARICA SUI LAVORATORI I COSTI DELLA CRISI GLOBALE.
VOTA NO all’accordo che mette in discussione la natura democratica della Cgil !!
VOTA NO per difendere la democrazia sui luoghi di lavoro e nel paese !!
Chi vota NO, non vota – come vien detto – contro la Cgil (le segreterie, non sono la Cgil), ma vota CONTRO l’Accordo.

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