Pensioni: Confederali “Inaffidabili” o “pataccari”?

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Se questo non è chiaro, tutto il resto è propaganda di governo.
È chiaro invece che l’APE è una mostruosità, fare un mutuo per andare in pensione e pagare pure una assicurazione contro il rischio che si muoia prima dei 20 anni di durata delle rate è veramente demenziale. Pur di sedere al tavolo con il governo, questi confederali accettano di tutto.
Così pure è chiaro che i soldi che il governo metterà sulle pensioni vengono tutti dai pensionati stessi, che hanno subito un salasso ben superiore ai 6 miliardi che il governo dichiara di voler ridistribuire scaglionati nei prossimi anni.
Tutti ricordano il pianto del ministro Fornero sulle pensioni. Bene si piangeva anche sul blocco delle indicizzazioni sulle pensioni degli operai e degli impiegati. Non sulle pensioni d’oro per capirci. Ci hanno portato via una bel po’ di soldi.
Infatti é dal 2012 che siamo creditori; nel 2015  con la sentenza la Corte Costituzionale 70/2015  riconosceva il danno, dopo 20/30 gg il governo ha riconosciuto ma con importi da “rapina”. Alcuni esempi: su una pensione di 1500 euro avrebbe dovuto avere 3124,24 euro di arretrati e ne ha avuti solo 658,5 cioè il78,90%.
Come Usb abbiamo raccolto i ricorsi e le cause, in perfetta solitudine, perchè i sindacati  CGIL CISL UIL si rifiutavano di fare alcun tipo di causa legale, curioso no?
Qualcuno aveva promesso “cause pilota” ma si sono perse le tracce; cosa sia avvenuto non si sa. Propaganda o malafede?
Ma veniamo al testo dell’accordo tra Governo e CGILCISLUIL : punto9. perequazione dei trattamenti pensionistici “ il Governo si impegna sin da ora, dopo il termine previsto dell’attuale meccanismo di rivalutazione dei trattamenti pensionistici per “fase di importo”, a introdurre un sistema di perequazione basato sugli “scaglioni di importo”, confermando a partire dal 2019 il ritorno al meccanismo già previsto dalla legge 388/2000.
Si impegna a valutare la possibilità di utilizzare un diverso indice per la rivalutazione delle pensioni, maggiormente rappresentativo della struttura dei consumi dei pensionati, e a valutare la possibilità di recuperare parte della mancata indicizzazione ai fini della rivalutazione una tantum del montante nel 2019.”
Fin qui il testo. Ma quale meccanismo attuale? se sono in corso centinaia di cause.
Più che un accordo, é un tentativo ingannevole per sviare l’attenzione dei pensionati, perchè basta leggere la “deforma” per la quale siamo chiamati a votare il 4 dicembre per scoprire che, qualora non prevalga il NO, le decisioni della Corte dovranno uniformarsi alla volontà del Governo e quindi nel 2019 (forse prima) ci spiegheranno che non abbiamo diritto a nulla?
Ma, invece, se prevale il NO potremo davvero fare una discussione che mette al centro la condizione sociale anche dei pensionati!
Sono pensioni di operai, impiegati, infermieri, tecnici, polizia, vigili del fuoco, insegnanti ecc. ecc. che hanno versato oltre 40 anni di contributi, e magari sono stati i più forti sostenitori dei sindacati confederali, come si fa a considerarli ricchi?
Privilegiati? NO, non facciamo confusione con le pensioni “della politica”; hanno un altro portafoglio.
Stiamo parlando di aumenti che dovevano essere riconosciuti nel 2012, cioè bisogna aspettare otto anni per: “valutare la possibilità di recuperare parte della mancata indicizzazione….. una una tantum del montante nel 2019”; si  accetta , sin d’ora che siano ridotte le somme dovute, senza alcun interesse legale e senza alcun aumento della pensione futura.
Infatti, i pensionati e le pensionate si rivolgono “ai sindacati” per capire che fare, chiedere consiglio… gli verrebbe suggerito di fare una raccomandata (a loro spese) per interrompere la prescrizione.
E l’accordo?
Ma se faccio un accordo a nome di tutte e tutti perchè devo scrivere all’INPS?
Ma allora perchè l’hanno fatto?
Si aggiunga, a riprova della malafede, che tutti sanno benissimo che le domande amministrative devono essere fatte in via telematica pena l’inammissibilità.
Dunque una lettera RR è priva di valore giuridico.
Sarà forse il caso che i pensionati aprano occhi e orecchie e non seguano chi ha scelto di sostenere il proprio partito o Governo raccontando “favole” anziché difendere chi dovrebbero rappresentare.
Per questo diventa sempre più necessario costruire una forza alternativa a CGIL CISL UIL, autonoma da partiti, dai padroni e dai governi, per combattere l’idea di contrapporre i pensionati ai giovani, per una pensione pubblica e dignitosa e affinché il lavoro sia tutelato e non ridotto alla precarietà e allo schiavismo dei voucher.
Costruiamo un NO diffuso e consapevole dei pensionati alla politica sociale del Governo che non vuole discutere con nessuno e decidere sui problemi delle persone a seconda delle scadenze elettorali.
USB Trentino

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