OEF, dove l’economia si costruisce insieme

oltrefestivalLe prime tre giornate dell’OltrEconomia – dal 29 maggio – decretano il festival come spazio di elaborazione e critica: “L’economia che noi non studiamo e conosciamo, la subiamo”, ha detto l’economista Monica di Sisto, vicepresidente di Fairwatch e referente della campagna Stop TTIP Italia. “I margini del welfare che ci rimangono sono sotto attacco, dobbiamo difenderli con percorsi dal basso che ricostruiscono il tessuto sociale”, afferma Gigi Malabarba, Rimaflow Milano. “Il clima non è impazzito, è sottoposto ad uno stress da parte delle attività umane, se non usciamo dall’era del fossile urgentemente, non ci sarà più nulla su cui discutere”, chiosa il metereologo Lombroso, collaboratore con Mercalli a che tempo Che Fa di Rai Tre.
Mentre Michele Trungadi di Sos Rosarno racconta che significa essere contadini nei territori nelle mani dell’economie mafiose.
L’OEF15 parla del clima del cambiamento, e lo fa coinvolgendo la gente non solo con esponenti dell’economia alternativa, che fanno anche parte delle maggiori esperienze di costruzione collettiva di politiche e pratiche per un’economia solidale, ma attraverso assemblea partecipate, presentazione di libri e il coinvolgimento di media alternativi.
Dopo l’apertura con il dialogo aperto “A chi serve l’economia”, fra Monica di Sisto e Luca Pagni di Repubblica, il 30 ed il 31 maggio l’OEF15 ha indagato il Clima del Cambiamento sui due assi tematici dei conflitti sociali ed ambientali, due piani quantomai intrecciati fra loro, conigui nelle cause e negli effetti, che non possono essere sdoganati semplicemente con ricette palliative o contentini di riconoscimenti parziali dei gravi rischi che questa economia finanziarizzata e globalizzata ci sta facendo correre. Occorre un cambiamento radicale ed immediato della sociaetà e delle sue politiche, e l’OEF15 partecipa attivamente a questo Clima di Cambiamento.

Tutto questo viene riconosciuto dai partecipanti – circa 3500 nelle tre giornate fra presentazioni, performance musicali, attività ludiche e laboratori, oltre i click su Globalproject.info e la seguitissima performance degli I Know a Place di sabato sera, che hanno trasmesso in differita sul loro canale di You Tube un concerto/ protesta contro le limitazioni alla musica dal vivo a Trento – e dalla stampa, che a livello nazionale – Repubblica.it; Q_Code Magazine, Ecomagazine, Altreconomia etc – sottolineano il coraggio di un festival che fa pensare, autofinanziato, gestito da una cinquantina di infaticabili volontari, sostenuto anche attraverso un crowfounding da tanti altri che credono negli spazi di libero pensiero. Non solo: il Parco Santa Chiara vive: il vicinato, invitato dagli organizzatori dell’OEF15 anche attraverso buoni per colazioni e bibite gratuite, attesta solidarietà:”Musica e divertimento rendono più sicuro un parco dove normalmente la nostra preoccupazione sono spaccio e risse”. Anche questo fa parte della costruzione collettiva di una cittadinanza attiva, solidale e consapevole.
“Siamo oltre l’economia mainstream perché attraverso incontri internazionali e grandi nomi vuole legittimare quel business as usual che nessuno, se non nei titoli, sembra voler mettere in discussione, basato su meccanismi ed obiettivi di un’economia orientata al profitto privato e alla speculazione in pubblico”, aveva detto ancora la di Sisto, chiudendo l’incontro con Luca Pagni di Repubblica Affari&Finanza che ha aperto il 29 maggio la prima giornata dell’Oltre.
Domani ultima giornata dalle ore 11.00 con l’assemblea finale dedicata a “L’Europa tra austerity, movimenti sociali e nuovi scenari politici”.
Con noi esponenti delle due esperienze più interessanti in questo momento in Europa: Alberto Tena – Podemos (Spagna) e Haris Golemis – Direttore Nicos Paulantzas Institute – Comitato Centrale Syriza (Grecia). Ne discuteremo con Marco Bersani – Attac Italia – Forum italiano movimenti per l’acqua e Fabio Mengali – The Commune of Europe.

Fonte: Yaku.ue – www. oltreconomia.wordpress.com

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