Non consegniamo la città ai fascisti

Riceviamo a volentieri pubblichiamo questo comunicato su casa Pound di Antonia Romano
La redazione
NON CONSEGNIAMO LA CITTA’ AI FASCISTI – RESTIAMO UMANI

La notizia delle ronde notturne di casa Pound a Trento non coglie di sorpresa le persone che fanno riferimento all’Altra Trento a sinistra come espressione della sinistra radicale trentina. Una ventina di militanti che si aggirano indisturbati per la città a combattere ciò che loro vogliono far credere sia degrado e il testo della petizione online contro l’arrivo di persone migranti e richiedenti asilo nella nostra città, in cui si chiede addirittura di limitarne la libertà di circolazione, hanno una sola definizione: fascismo. Ma Trento è una città storicamente antifascista, vocata all’accoglienza e all’inclusione, presidiata dalla forze dell’ordine, come raccontano le cronache anche recenti e come testimonia il recente successo dell’intervento con cani antidroga a piazza Dante.
Il consiglio comunale di Trento ha approvato una serie di misure per contrastare fenomeni di illegalità e rendere ancora più vivibili alcune zone della città, soprattutto piazza Dante e piazza santa Maria Maggiore. Quanto approvato in aula è frutto di un lungo lavoro trasversale di tutte le forze politiche presenti in consiglio. Non occorre quindi nessun altro intervento di chi non ha mandato per farlo. Casa Pound e le destre presenti in città da tempo stanno alimentando nelle cittadine e nei cittadini una vera e propria fobia sociale, ponendo a rischio la coesione sociale, mandando in frantumi i difficili tentativi di integrazione e inclusione.
Piazza Dante è frequentata da molte persone, tra cui, nessuno può negarlo, anche spacciatori. Ma molte delle persone che vivono la piazza sono senza dimora e migranti/richiedenti asilo, persone, queste ultime, costrette a una vita di attesa, senza lavoro, per le lungaggini burcratiche. La legge Bossi Fini e l’introduzione del reato di clandestinità hanno determinato l’aggravarsi della situazione, visto che si è costruito ad arte un reato per far sì che il più alto numero possibile di migranti diventi clandestino, con l’illusione che ciò portasse alla loro espulsione dal nostro paese. Il fallimento di queste misure è sotto gli occhi di tutte e di tutti e le nuove leggi razziali contenute nei decreti Minniti Orlando non faranno altro che peggiorare la situazione, già di per sé delicata.
L’accoglienza doverosa di persone che fuggono da condizioni incompatibili con la vita va gestita innanzitutto con umanità, ponendo i bisogni e i diritti delle persone al primo posto delle scelte poltiche, senza costruire categorie di serie A e di serie B. Siamo tutte e tutti uguali. L’apertura di corridoi umanitari europei è l’unica possibilità per gestire il fenomeno, che è un fenomeno sociale, abilmente trasformato in problema di ordine pubblico da chi fa richiami a un’identitarismo che non trova rispondenze storiche e antropologiche.
I recenti presidi delle destre in località Vela, le loro pesanti dichiarazioni pubbliche, il testo della petizione, le ronde fasciste dimostrano di come anche a Trento si stia oltrepassando il confine tra umanità e disumanità, tra civiltà e barbarie. Castaldini, noto portavoce di Casa Pound, dichiara che continueranno a uscire di notte per riprendersi la città. Noi la città a loro non vogliamo consegnarla, anzi ribadiamo quanto declinato nel nostro programma politico: non vogliamo casa Pound a Trento e auspichiamo che la cittadinanza reagisca con umanità e orgoglio antifascista e risponda alle ronde manifestando la contrarietà a questo ulteriore oltraggio alla civiltà.

A nome di tutti i sostenitori e le sostenitrici dell’Altra Trento a sinistra

Antonia Romano

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