No ad accordi al ribasso su Trentino Trasporti

trentnoTrasportiCome Sindacati di base SBM, USB e esprimiamo ferma contrarietà (leggi volantino)ai contenuti del “documento di condivisione” firmato da Trentino Trasporti ed i “sindacati complici” CGIL, CISL, UIL e ORSA con la “benedizione” dell’assessore ai Trasporti Gilmozzi.
Il documento, che dopo il Referendum potrebbe diventare un accordo vero e proprio, prevede dei punti vergognosi; infatti, la trasformazione dei 24 minuti ad agente unico in 10 minuti di prestazione effettiva di cui 10 dei 24 saranno monetizzati e questi verranno utilizzati per la copertura in parte delle maggiori percorrenze a vuoto, riduzione del tempo di pulizia dei mezzi per il servizio extraurbano da 30 a 25 minuti e i 5 minuti ridotti, serviranno come recupero nei 3 turni complessivi nelle residenze di Trento, Rovereto e Predazzo,orario di lavoro di 7.03 minuti, con possibilità di sforare di 21 minuti che saranno pagati come lavoro ordinario, mentre ci sarà la possibilità di eccedere fino a 60 minuti oltre l’orario di lavoro, ma di questi solo 39 minuti saranno paganti come straordinario, inoltre fissano un limite alle esternalizzazione dei servizi a ditte private nella percentuale del 10% calcolato su tutte le percorrenze dei delle linee extraurbane già affidate agli stessi.
Nella premessa all’ipotesi di accordo si parla di una riduzione dei costi, ma essendo stata fatta la scelta dell’affidamento in house (cioè non viene fatta una gara d’appalto aperta), e quindi la Trentino Trasporti non concorre sul libero mercato, non si capisce come mai debba ridurre i costi, anche perché essendo una Spa partecipata a maggioranza dalla Provincia Autonoma di Trento ed in quote minori da svariati comuni della regione, dovrebbe creare stato sociale e non profitto.
Ma un’altra ragione per cui i lavoratori di Trentino Trasporti sono ricattati è la privatizzazione, perché a detta della PAT, ha un costo inferiore a Trentino Trasporti, ma questo costo inferiore è dettato dall’applicazione del CCNL Autorimesse anziché Autoferro, anche se il servizio svolto dagli autonoleggiatori privati è lo stesso di Trentino Trasporti Spa, linee inferiori ai 50 Km, linee urbane, extraurbane e scuolabus; infatti la maggior parte delle entrate del CTA non derivano da servizi di Noleggio ma da servizi effettuati per conto della PAT.
Noi siamo intenzionati a dare battaglia e a breve vogliamo denunciare questa situazione in un’assemblea aperta a lavoratori e lavoratrici della Trentino Trasporti, ma anche ai cittadini comuni, perché il Trasporto Pubblico Locale è un bene comune.

USB e SBM ci sono e lottano assieme a voi.

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