La lotta per le libertà sindacali non si ferma

ManutencoopSarebbe norma non criticare le sentenze ma applicarle. Ma in questo caso il concetto di legale non coincide con giusto e quindi intendiamo ribadire le nostre ragioni che trovano fondamento nel concetto di “libertà sindacale” che non per essere tale deve poter esprimersi in tutti i suoi aspetti compreso quello dell’agibilità sindacale che il pronunciamento della giudice Dieni ha cancellato.
Non possiamo negare che questa sentenza è una battuta di arresto ma non sarà in grado di fermare la nostra determinazione e quella delle lavoratrici di Manutencoop nel continuare sulla strada per i diritti e le libertà sindacali.
Siamo in attesa di conoscere le motivazioni, per presentare appello, che sono alla base della scelta del giudice Dieni che annulla la sentenza del giudice Cuccaro che obbligava Manutencoop a riconoscere alle lavoratrice di Manutencoop il diritto di farsi rappresentare dal sindacato di loro fiducia per farsi tutelare e per migliorare le loro condizioni economiche e di lavoro.
Infatti la sentenza del giudice Cuccaro aveva introdotto nella legislazione del mercato del lavoro il concetto che la rappresentanza non si misura con la firma di un contratto ma nel numero degli associati, delle rivendicazioni presentate e portate avanti e quindi nella misura dell’attività svolta a favore dei lavoratori.
Una importante sentenza che dava una forte scossa al monopolio sindacale, confermato anche dall’accordo interconfederale sulla sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014, in quanto riconosceva l’agibilità sindacale anche a quelle organizzazioni sindacali non allineate al pensiero dominate del liberismo e della finanza.
Per questo non esitiamo a definire che la sentenza del giudice Diena ci appare ispirata più che allo spirito costituzionale alla filosofia della “centralità d’impresa” a cui tutto deve essere subordinato compresa l’attività sindacale e la sua rappresentanza.
La pronuncia la cui filosofia autoritaria era insita anche nella controriforma costituzionale di Renzi cancellata da una montagna di NO lo scorso 4 dicembre e quindi USB continuerà a battersi per ripristinare il diritto delle lavoratrici di farsi rappresentare da un sindacato di loro fiducia.
A quanti si sentono sollevati, per non dire felici, di questa sentenza, che nega la libertà sindacale (quella VERA non quella a timbro aziendale) chiediamo solamente di avere il coraggio di misurare la loro reale rappresentanza con una votazione democratica anzichè nascondersi dietro la protezione offerta dal Manutencoop.
Per questo chiediamo a Cgil e Cisl di indire da subito le elezioni della RSU per sottoporre al voto delle lavoratrici la rappresentanza delle singole organizzazioni sindacali.
Ogni altra scelta, che non sia quella di eleggere le RSU, appare poco credibile oltre che un tentativo meschino di nascondere la propria pura di sottoporsi al voto delle lavoratrici.
Volantino distribuito alle lavoratrici

p. USB Lavoro Privato
Ezio Casagranda

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