Il 25 siamo in piazza contro i fascismi

Antifascismo1Usb aderisce alla manifestazione antifascista del prossimo 25 aprile 2016 promossa dalla rete contro i fascismi per dire che i covi fascisti vanno chiusi. Vanno chiusi perché focolai di violenza e perché lo prevede la Costituzione.\
E’ importante ribadire che con i nuovi e vecchi rigurgiti fascisti non è possibile nessuna mediazione, non è possibile nessuna sottovalutazione e quindi va rinnovato l’impegno e la lotta antifascista.
Vergognoso l’atteggiamento delle istituzioni che nonostante le continue denunce hanno (volutamente??) sottovalutato la pericolosità di una struttura come casapound a Trento.
Dall’apertura di questa struttura a Trento sono aumentate le aggressioni contro esponenti della sinistra.
Noi lunedì 25 aprile siamo in piazza contro il fascismo per dire che casapound, forza nuova e i vari gruppetti fascisti devono essere banditi una volta per tutte.
Come chiara deve essere la responsabilità di chi davanti alle denunce dei pericoli di una presenza fascista a Trento si è girato dall’altra parte, di quanti minimizzano o si limitano ad un antifascismo di facciata o come il sindaco di Trento che dice che continua a ridurre le aggressioni fasciste a scontri fra fazioni politiche estremiste.
Quanto avvenuto a Riva del Garda, dove dei cittadini che ripulivano la città sono stati seguiti con fare intimidatorio nella quasi indifferenza delle forze dell’ordine sono un segnale pericoloso che non può essere sottovalutato da nessuno e che richiede chiarezza nelle posizioni.
L’antifascismo di maniera non è in grado di fermare questa metastasi e quindi chi è chiamato a difendere i valori della Costituzione deve fare il suo dovere senza tatticismi e/o scusanti varie.
Con questo spirito Usb sarà presente alla manifestazione antifascista del 25 aprile 2016.

USB Trentino

Un commento

  • Gianni Sartori

    Per le resistenze di ieri e di oggi, celebriamo il 25 aprile!

    Quest’anno celebreremo insieme ai compagni e alle compagne italiane il 25 aprile, festa della Liberazione dal nazi-fascismo e della resistenza.

    Proprio come i partigiani e le partigiane di allora, oggi i curdi si difendono dagli attacchi fascisti di Daesh in Siria e Iraq, dalla distruzione delle loro città in Turchia, dove con la scusa della lotta al terrorismo lo stato turco negli ultimi mesi ha massacrato in modo atroce centinaia di civili e raso al suolo intere città. Ma i curdi si difendono anche dalla repressione del dissenso, meno visibile ma altrettanto, dura in Iran, dove si procede a colpi di condanne a morte contro curdi e oppositori.

    In questi mesi state create unità di difesa popolari nelle città curde e non più solo nelle montagne. Queste unità hanno molto in comune con i gruppi di azione partigiana che operavano in molte città italiane verso la fine della seconda guerra mondiale. Il popolo le sostiene queste unità e si sente protetto da loro, anche se purtroppo sta pagando un caro prezzo per via della pesante repressione del governo turco.

    Il nemico di ieri in Italia e in Europa si chiamava fascismo e nazismo; ma anche quella parte di popolazione che ha sostenuto questi governi totalitari e ne ha condiviso obiettivi e atrocità. Anche oggi da noi, in Medio Oriente, e specialmente in Turchia, l’esercito non è l’unico nemico del popolo curdo: si è di fronte a una società – quella turca – sottoposta a continue spinte verso l’intolleranza contro le minoranze, per affermare che in Turchia c’è “un solo stato, un solo popolo (quello turco), una sola lingua, una solo bandiera”.

    Il progetto dei criminali del Daesh è simile: nessuna tolleranza verso chi non è come loro, disprezzo della diversità e pratica del genocidio. Quindi è ancora fascismo e nazismo.

    Oggi come ieri è necessaria l’autodifesa. Serve una grande mobilitazione antifascista e a sostegno degli altri popoli nei confronti dei popoli oppressi. Occorre una partecipazione popolare che vada oltre gli interessi cinici degli stati e che sappia agire concretamente ogni giorno per liberare spazi e sottrarli al fascismo, in Italia come in Kurdistan. Siamo tutti parte della stessa lotta e siamo dalla parte giusta. Siamo quindi con tutti i popolo resistenti che amano la libertà e lottano contro fascismo di ogni suo genere.

    Viva la resistenza!

    Viva il 25 aprile!

    Viva l’antifascismo e viva il Kurdistan!

    Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia -UIKI onlus

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