Appello per una Trento Antifascista

nonazi4L’8 Novembre scorso è stata una giornata importante, in cui siamo scesi in piazza in centinaia, per mostrare diversi volti della Trento orgogliosamente antifascista. In contemporanea, a Madonna Bianca, si celebrava l’anniversario del Baluardo, sede trentina della neofascista Casa Pound, fondata proprio un anno fa. Un anno segnato da continue aggressioni squadriste da parte dei “fascisti del terzo millennio”, a danni di studenti/esse, migranti, antifascisti/e, singoli e singole senza alcuna appartenenza specifica.
La mobilitazione dell’8 novembre è servita a denunciare pubblicamente quanto avvenuto in questi mesi, riprendendoci gli spazi cittadini. Non solo: abbiamo dato a un segnale preciso ai vari soggetti istituzionali, affermando a piena voce che la Trento che vogliamo è una città viva, gioiosa e meticcia, ben lontana dai mortiferi richiami razzisti della Lega Nord e dalle politiche securitarie proposte dalla giunta comunale, che rischiano di erodere progressivamente gli spazi di partecipazione.
In un clima nazionale segnato dalla crisi economica, dall’attacco continuo ai diritti sociali e dalla crescente caccia di capri espiatori politici, urge però che questa mobilitazione non muoia nell’arco di un corteo, ma che sia l’inizio della costruzione di una rete cittadina atta a respingere ondate fasciste e xenofobe che stanno crescendo di intensità.
Le provocazioni pre-elettorali leghiste ai campi nomadi a Bologna, gli assalti ai centri di accoglienza per rifugiati a Roma (con l’evidente partecipazione di gruppi di estrema destra), la nuova, alleanza di comodo tra Lega Nord e Casa Pound, sancita con la manifestazione “Stop invasione” dell’ottobre scorso a Milano sono solo alcuni segnali premonitori di un disegno politico più ampio, giocato sul registro reazionario e dell’ intolleranza.
Anche a Trento non si sono fatti attendere episodi allarmanti, messi in atto dai fascisti di Casa Pound e dai loro sodali, “bravi ragazzi” di giorno e picchiatori di notte, che nella più completa “sicurezza” per mesi hanno condotto le loro virili imprese da camerati: minacciando, picchiando e accoltellando. Azioni squadriste che a loro volta alimentano e legittimano altri episodi allarmanti: basti pensare ai proiettili di gomma sparati contro le prostitute o alle molotov lanciate contro il campo sinti e rom,..
L’aria che si respira nella nostra città, quindi, non è delle migliori, ma c’è il pericolo che diventi decisamente irrespirabile, complice una rappresentazione mediatica che, nel migliore dei casi, mira a normalizzare la presenza di una sede neofascista in città ed il silenzio istituzionale, che rischia di trasformare l’indifferenza in connivenza.
Per tutte queste ragioni, ora più che mai riteniamo fondamentale proseguire un percorso antifascista, mettendo in comune informazioni, intelligenze, saperi e desideri di lotta.
Facciamo appello a tutte le realtà collettive e alle individualità antifasciste, antirazziste e antisessiste, a tutti i soggetti dell’associazionismo, sindacali e politici, al mondo della scuola, dell’università, dell’arte e della cultura. Un appello alla mobilitazione antifascista, intesa non solo come memoria, ma anche come strumento per opporsi al disegno neofascista di società che sta cercando di affermarsi nel presente.
Invitiamo tutte queste soggettività a partecipare attivamente ad un’assemblea pubblica, mercoledì 19 novembre 2014, alle ore 21, presso la Circoscrizione di Piedicastello.

Per creare occasioni di condivisione, aprendo nuovi spazi di libertà.

Antifasciste e antifascisti

Un commento

  • Gianni Sartori

    Vedo che al prossimo convegno sulla strage di Piazza della Loggia (Brescia, novembre 2014) interverranno Giulio Giorello (conosciuto come estimatore di Ezra Pound e partecipante a recenti convegni organizzati da casapound – e per questo espulso dalla redazione di Libertaria) e Silvia Calamati…
    Perché a questo punto non invitare anche Gianfranco de Turris (noto per le sue prefazioni allo stragista di Firenze e presidente della Fondazione Julius Evola), Roberta Angelilli (parlamentare europea proveniente da terza posizione, amica di Insabato) e Tommaso La Longa (giornalista di Rinascita -quella della soidisant “sinistra”nazionale, in realtà neofascista- e altre testate di destra) con cui hanno già condiviso altre conferenze? In particolare sulla questione irlandese legittimando con la loro presenza la strumentalizzazione da parte dei fascisti di Bobby Sands e degli altri compagni morti nel 1981 in sciopero della fame.
    Ma non si poteva (per rispetto alle vittime delle stragi di stato con manovalanza fascista) invitare qualcuno meno “disinvolto” nei confronti della (Nuova?) Destra?
    ciao
    GS
    (ri)segnalo in rete: “Fascisti giù le mani dall’Irlanda”

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