Festival economia: Presidio lavoratori Progettone

Oggi nuovo presidio del lavoratori e delle lavoratrici del Progettone (sono circa 1800 i lavoratori coinvolti fra contratti a tempo indeterminato e precari) per rivendicare un diritto fondamentale: quello di avere un salario ed una pensione dignitosi e per ribadire che la loro dignità non è in vendita e quindi rivendicano il loro dritto ad essere rappresentati ai tavoli dove si decide sul loro futuro.
Con questo presidio i lavoratori hanno ribadito che non intendono arrendersi, che non demorderanno, nonostante le difficoltà, nel rivendicare la riapertura delle trattativa per definire un contratto migliore di quello in essere prima dell’accordo provinciale del 18 maggio 2016.
Un accordo che ha tagliato il salario dei lavoratori e che ridurrà anche l’ammontare della loro pensione. Un sacrificio a detta di Cgil Cisl e Uil che a causa della scarse risorse della PAT era necessaria per poter assumere 80 lavoratori.
A due anni di distanza la realtà ci dice che: la mancanza di risorse (visto il gettito della tassa di soggiorno) si è dimostrata un scusante infondata, le ottanta assunzioni promesse si sono ridotte a poche unità, il salario dei lavoratori è diminuito (basta confrontare il CU2015 con il CU2017 per avere conferma della perdita economica dei lavoratori) e la precarietà dilaga. Un precarietà fatta di contratti a termine, di spostamenti di sede e di cooperative, che fanno aumentare il tasso di precarietà nel settore del Progettone.
Oggi Olivi ha partecipato ad una iniziativa del festival dell’economia (di cui abbiamo scritto ieri) con il titolo “il lavoro diseguale” e come lavoratori ci siamo presentati fuori dalla sala per dire che l’accordo del maggio 2016 certifica e legittima una inaccettabile diseguaglianza sul lavoro e sulla retribuzione.
Abbiamo, attraverso il megafono, invitato Olivi e i sindacati complici a lasciare la loro narrazione di una realtà che non esiste e di attivarsi per sanare quello strappo sociale causato dall’accordo provinciale del progettone.
Durante il presidio abbiamo distribuito un volantino informativo ai cittadini per renderli partecipi di una realtà che dalla PAT ai sindacati CgilCiuslUIl passando per le cooperative tendono a far passare i lavoratori del progettone come lavoratori assistiti.
Una grande menzogna narrata e sostenuti da quanti voglio usare il progettone per sperimentar e nuove forme di precarietà e rendere il lavoro non un diritto ma una concessione del politico di turno.
Il lavoro del progettone è lavoro produttivo svolto non solo nel verde, nei musei, negli uffici provinciali, nelle partecipate, nelle case di riposo ed in altre altre attività e quindi per sfatare ogni dubbio sono due anni che chiediamo ad Olivi di darci un bilancio del progettone dove siano chiari i costi ma anche i risparmi derivanti dal lavoro di quanti operano nel progettone.
Ma perché questo bilancio non viene reso noto?
Oggi abbiamo ribadito la nostra richiesta di aprire la discussione sul contratto provinciale, anche alla luce del fatto che i soldi ci sono, in quanto è caduto l’alibi sulla mancanza di risorse sempre richiamato dell’assessore, dai sindacati e della Federazione delle cooperative per giustificare il taglio delle buste paga dei lavoratori e delle lavoratrici del progettone.
La realtà che vivono quotidianamente i lavoratori del progettone conferma la sudditanza politica delle tre confederazioni verso la Giunta provinciale in quanto si sono bevuti senza fiatare la favole della scarsità di risorse da investire per migliorare le condizioni economiche e normative di 1800 lavoratori di un settore produttivo come quello del progettone.
Ezio Casagranda

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