Dana,Martinelli,Whirlpool: lease-back e precarieta’

In questa campagna elettorale non solo prevalgono le scelte personalistiche anziché programmi e contenuti ma leggendo i giornali la stragrande maggioranza dei partiti, liste e coalizioni sembrano impegnate in una gara a sostegno dell’impresa e per la riduzione dell’IRAP.
Come rifondazione comunista con la presenza di Giorgio Cremaschi domani all’Urban Center di Rovereto (ore 20,30) vogliamo riportare il lavoro al centro di questa campagna elettorale. Prima il lavoro è infatti il titolo della serata.
Oggi parlate di lavoro significa affrontare non solo il problema drammatico del lavoro che non c’è (la disoccupazione è in crescita esponenziale anche in Trentino) e gli strumenti che la provincia può mettere in cantiere per dare risposte a chi il lavora nonl’ha mai avuto e chi lo ha perso ma anche la sua qualità in termini di remunerazione e di diritti.
Per questo noi proponiamo di ragionare attorno a due questioni:
Utilizzare le disponibilità economiche derivanti dai ristorni del governo, il tesoretto dellA22 e della mancata costruzione della base militare per rilanciare investimenti delle energie alternative, nel piano casa fondato sul recupero dell’esistente, un piano di solarizzazione del gli edifici pubblici, rifinanziamento del “progettone”, nuovi ammortizzatori sociali, formazione permanete e sperimentazione di un reddito di cittadinanza.
Licenziamenti zero è il nostro obiettivo convinti che una prima risposta alla disoccupazione è quella di evitare i licenziamenti attraverso i contratti di solidarietà e della ripartizione del lavoro.
Infine pensiamo, in attesa dell’autonomia integrale, che per far fronte all’aumento dell’IVA la provincia cancelli la tassa regionale nella misura dell’1%
un secondo piano di intervento riguarda la politica industriale con la cancellazione del lease-beck che si è dimostrato solo uno strumento di trasferimento di risorse alle imprese senza incidere sui livelli occupazionali e sulle condizioni di lavoro.
Alcune grosse aziende hanno abbandonato il Trentino come la Whirlpool altre hanno ridotto il personale come Arcese o la Martinelli e l’elenco potrebbe continuare ed altre come la Dana di Arco stanno applicando, nonostante i cospicui finanziamenti ricevuti dalla provincia una politica di discriminazione verso il sindacato di base e una politica di aumento dei ritmi e di compressione dei diritti nei confronti dei lavoratori di produzione. Soldi pubblici e ritmi cinesi riassume la situazione di questa grossa realtà produttiva.
Per questo Rifondazione non solo si batterà, come ha sempre fatto, contro questa politica industriale -spesso clientelare – e siamo a fianco dei lavoratori che non accettano il ricatto fra lavoro e diritti o fra salute e diritti che sembra essere l’ultimo ritrovato per ridurre il salario ed aumentare lo sfruttamento dei lavoratori.
Siamo convinti che il nostro obiettivo di riportare il lavoro non solo al centro della campagna elettorale ma anche delle prossime politiche provinciali sarà un compito difficile ma questo non di scoraggia perché convinti che un lavoro servile e senza diritti alla lunga non serva nemmeno alle imprese.
Cambiare si può cambiare si deve.
Ezio Casagranda

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